La Regione Veneto ha presentato lunedì 21 settembre a Venezia il Bando Metalmeccanica 2026, destinato alle imprese con sede legale o almeno un’unità locale nel territorio regionale. La misura mette a disposizione 4 milioni di euro per sostituire macchinari o migliorarne le condizioni di sicurezza, con domande aperte dal 22 settembre.
Il contributo è a fondo perduto e può raggiungere 20.000 euro per ciascuna impresa. La richiesta deve essere inviata esclusivamente attraverso la piattaforma indicata dall’amministrazione entro trenta giorni dall’apertura: la scadenza cade quindi il 21 ottobre, salvo diverse indicazioni operative pubblicate dal gestore.
La dotazione deriva dai proventi delle sanzioni applicate dai servizi Spisal delle aziende sanitarie venete. Azienda Zero gestisce la procedura, mentre la ripartizione segue nove linee territoriali corrispondenti alle Ulss della regione.
Il 70% delle risorse è riservato alle aziende con almeno 25 addetti; il restante 30% va alle imprese sotto quella soglia. La distinzione tutela una quota specifica per le realtà più piccole, evitando che concorrano sull’intera disponibilità con strutture dotate di maggiore capacità amministrativa.
L’Ulss 6 Euganea riceve la quota territoriale più alta, pari a 794.072 euro. Seguono l’Ulss 9 Scaligera con 779.117 euro e l’Ulss 2 Marca Trevigiana con 717.388 euro: i valori comunicati dalla Regione mostrano che l’assegnazione non coincide con una divisione uniforme dei 4 milioni.
Le spese ammissibili riguardano progetti per la sostituzione delle macchine o il miglioramento delle loro condizioni di sicurezza. Prima di presentare la domanda, l’impresa deve quindi verificare nell’avviso operativo requisiti, documentazione richiesta e criteri applicati alla propria linea territoriale.
La misura è stata illustrata a istituzioni, associazioni di categoria, sindacati e aziende durante un incontro a Palazzo Grandi Stazioni. La Regione motiva l’intervento con il peso del comparto metalmeccanico nell’economia veneta e con la sua esposizione agli infortuni durante l’uso di attrezzature obsolete.
Per le imprese interessate, il dato decisivo non è soltanto l’importo massimo. La finestra di trenta giorni richiede di definire rapidamente il progetto e raccogliere gli allegati, senza attendere gli ultimi giorni della procedura telematica.
Il comunicato regionale e il portale di Azienda Zero costituiscono i riferimenti ufficiali per eventuali aggiornamenti. Le aziende devono fare affidamento sui documenti pubblicati dal gestore, perché chiarimenti e rettifiche successive possono modificare gli aspetti applicativi senza cambiare la dotazione complessiva annunciata.
