Fonti di Palazzo Chigi hanno smentito il 30 settembre la notizia di una telefonata tra vertici italiani ed egiziani prima della sentenza sul caso Giulio Regeni. La ricostruzione era stata pubblicata dal sito egiziano Mada Masr, che citava una fonte governativa del Cairo.
Secondo il giornale, il contatto sarebbe servito a cercare una soluzione giuridica compatibile con le relazioni bilaterali. La presidenza del Consiglio ha definito falsa la notizia, precisando che l’ultima conversazione tra Giorgia Meloni e Abdel Fattah al-Sisi risale al 23 luglio, in occasione della festa nazionale egiziana.
La distinzione riguarda il fatto centrale del resoconto: il presunto contatto resta una ricostruzione contestata, non una telefonata accertata. La smentita del governo italiano è invece una presa di posizione esplicita, riportata separatamente da ANSA e LaPresse.
Il confronto diplomatico segue la decisione di primo grado della Corte d’Assise di Roma, che ha condannato tre agenti dei servizi egiziani per il sequestro del ricercatore e assolto un quarto imputato. La pronuncia non è definitiva; i giudici hanno escluso il reato di omicidio e le aggravanti contestate.
