Dopo la sentenza della Prima Corte d’Assise di Roma sui sequestro di Giulio Regeni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato il verdetto a margine di un evento a Milano.
«C’è la separazione dei poteri, la sentenza è di primo grado: c’è stata una condanna, non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone», ha detto secondo LaPresse e il Sole 24 Ore.
Tajani ha aggiunto che si vedrà l’esito di secondo e terzo grado e ha definito l’omicidio «una cosa non accettabile», ribadendo che l’Italia ha sempre chiesto collaborazione.
Il 28 settembre la Corte ha condannato a dieci anni Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif per sequestro aggravato, assolveendo Tariq Sabir e escludendo l’accusa di omicidio.
I genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni e la sorella Irene erano in aula. L’avvocata Alessandra Ballerini ha chiesto al governo di prendere atto della sentenza e di reclamare i risarcimenti.
La Corte ha assegnato provvisionali per 650 mila euro alle parti civili, inclusa la Presidenza del Consiglio. Gli imputati restano irreperibili: il processo si è celebrato in assenza.
Il commento di Tajani colloca la reazione del governo sul piano dei rapporti con Il Cairo, distinguendo responsabilità individuali e Stato egiziano in un caso che pesa da dieci anni sulla diplomazia italiana.
