Quasi seicento chilometri in otto giorni, su un triciclo, da Ivrea al Parlamento europeo di Strasburgo. È il nuovo viaggio di Angelo Catanzaro, consigliere comunale di Torino e attivista per i diritti delle persone con disabilità.
La partenza della seconda edizione di «Oltre i Limiti» è prevista martedì 8 settembre alle 10 dalla piazza del Municipio di Ivrea. L’arrivo a Strasburgo è programmato per il 16 settembre.
Catanzaro è attivo nella Uil Pensionati Piemonte ed è responsabile dell’ufficio disabilità della Uil di Ivrea. Ha una paralisi spastica, condizione resa pubblica dallo stesso progetto e rilevante per comprendere il significato dell’iniziativa. Il racconto, però, non è quello di una persona da compatire: è quello di un cittadino che utilizza la propria esperienza per chiedere maggiore autonomia, accessibilità e partecipazione.
Il triciclo offre tre punti di appoggio e una maggiore stabilità rispetto a una bicicletta tradizionale. Può essere adattato alla postura, alla forza disponibile e al modo in cui il ciclista utilizza i pedali e i comandi. In questo contesto si parla di ausilio: la parola non indica uno strumento che sostituisce la persona, ma un dispositivo che riduce una barriera e permette di svolgere un’attività con maggiore autonomia.
Il viaggio è organizzato con Uil Pensionati Piemonte e Uil Ivrea. L’obiettivo dichiarato è portare alle istituzioni europee richieste concrete sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, sui servizi destinati alle persone non autosufficienti e sul riconoscimento dei caregiver, cioè le persone, spesso familiari, che prestano assistenza continuativa a chi necessita di supporto nella vita quotidiana.
La tappa di Strasburgo non è soltanto simbolica. La città ospita una delle sedi del Parlamento europeo e permette di collegare problemi quotidiani — trasporti, lavoro, accesso agli edifici, tecnologie e assistenza — alle politiche dell’Unione europea. Numerose norme europee stabiliscono standard comuni, ma la loro efficacia dipende dal modo in cui vengono recepite e applicate nei singoli Paesi e territori.
Per Catanzaro si tratta del secondo grande itinerario. Nel 2025 aveva percorso circa ottocento chilometri da Torino a Roma, sempre in triciclo: quell’esperienza è diventata il docufilm «Oltre i limiti – il racconto». Il nuovo tragitto trasferisce il confronto dal livello nazionale a quello europeo e prova a trasformare la visibilità del viaggio in un’agenda di proposte concrete.
La distanza affrontata da Catanzaro rende immediatamente comprensibile qualcosa che spesso rimane astratto: una barriera non è solamente una scala. Può essere un treno non accessibile, un bagno inutilizzabile, un annuncio di lavoro che esclude alcune persone, un servizio digitale incompatibile con le tecnologie assistive oppure una procedura che costringe qualcuno a dipendere continuamente da altri. Il percorso in triciclo attraversa territori differenti e rende visibile questa continuità di ostacoli.
Il valore dell’iniziativa non dipenderà esclusivamente dal numero di chilometri completati. Sarà importante capire quali richieste verranno consegnate, chi le riceverà e quali impegni potranno essere verificati dopo l’arrivo. La sfida sportiva attira l’attenzione; il risultato politico e sociale si misura invece nella capacità di trasformare il viaggio in decisioni, servizi e diritti effettivamente accessibili.
