Gli elettori della Sassonia-Anhalt, Stato della Germania orientale, sono chiamati a scegliere il nuovo parlamento regionale in un voto osservato in tutto il Paese. Circa 1,7 milioni di persone possono recarsi alle urne fino alle 18; soltanto dopo la chiusura arriveranno le prime proiezioni e poi i risultati dello scrutinio.
L’affluenza è in forte aumento. Secondo la responsabile elettorale del Land, alle 14 aveva votato il 54,4% degli aventi diritto, contro il 27,1% rilevato alla stessa ora nel 2021. Il dato misura la partecipazione nei distretti campione e non anticipa quale partito sia avanti: un’affluenza elevata può modificare le stime, ma non indica da sola chi ne tragga vantaggio.
L’appuntamento potrebbe produrre un passaggio senza precedenti nella Germania del dopoguerra: l’Alternative für Deutschland punta a diventare il primo partito di estrema destra capace di guidare un governo statale dalla Seconda guerra mondiale. “Guidare” significa riuscire a far eleggere il ministro-presidente e sostenere un esecutivo nel Land; arrivare primi nei voti, invece, non basta automaticamente.
I sondaggi pubblicati prima del voto collocano l’AfD poco sopra il 40% e la CDU intorno al 23%. Sono rilevazioni statistiche, non risultati elettorali. Il candidato dell’AfD alla presidenza è Ulrich Siegmund, mentre la CDU presenta il ministro-presidente uscente Sven Schulze. La sezione regionale dell’AfD è classificata dall’ufficio locale per la protezione della Costituzione come estremista di destra; il partito contesta la valutazione.
La Sassonia-Anhalt è un Land, uno dei sedici Stati federati tedeschi. Il suo parlamento si chiama Landtag: approva leggi nelle competenze regionali, controlla il governo locale ed elegge il ministro-presidente. Quest’ultimo può essere paragonato con cautela a un presidente di Regione italiano, perché opera in un sistema federale con poteri e rapporti istituzionali differenti.
Il passaggio decisivo sarà la maggioranza dei seggi. In Germania il governo nasce dal parlamento e le altre principali forze politiche escludono accordi con l’AfD. Questa scelta viene chiamata Brandmauer, letteralmente “muro tagliafuoco”: non è una regola scritta nella legge elettorale, ma un impegno politico a non formare coalizioni con l’estrema destra.
Se l’AfD arrivasse prima senza ottenere la maggioranza assoluta, CDU, SPD, Linke e altri partiti ammessi al Landtag dovrebbero valutare combinazioni alternative. Una coalizione è un accordo tra più forze per sostenere lo stesso governo; un governo di minoranza, invece, non dispone stabilmente di oltre metà dei seggi e deve cercare appoggi su singole decisioni.
La soglia del 5% rende il calcolo particolarmente delicato. Le liste che restano sotto questo limite, salvo le eccezioni previste, non partecipano alla distribuzione proporzionale dei seggi. Se molti voti vanno a partiti esclusi, una formazione può conquistare la maggioranza parlamentare pur restando sotto il 50% dei voti validi.
Ogni elettore dispone di due voti: il primo sceglie un candidato nel collegio, il secondo una lista regionale e determina soprattutto i rapporti di forza complessivi. Il sistema cerca di combinare rappresentanza territoriale e proporzionalità; per questo il numero finale dei seggi può dipendere anche dai mandati diretti ottenuti nei collegi.
Il voto è anche un test politico per il cancelliere Friedrich Merz. Un risultato debole della CDU aumenterebbe la pressione sulla leadership nazionale, ma non farebbe cadere automaticamente il governo federale. I Länder influenzano inoltre la politica nazionale attraverso il Bundesrat, la camera in cui sono rappresentati i governi regionali.
CurioMondo ha raccolto questi meccanismi nella guida come funzionano Landtag, coalizioni e Brandmauer nelle elezioni regionali tedesche. L’approfondimento aiuta a distinguere tre momenti diversi: il partito più votato, la distribuzione dei seggi e la formazione effettiva del governo.
Fino alle 18 la notizia verificabile resta quindi il forte aumento della partecipazione e il vantaggio attribuito all’AfD dai sondaggi. Solo lo scrutinio dirà se quel vantaggio sarà confermato, quali partiti supereranno il 5% e se esisterà una maggioranza capace di eleggere il nuovo ministro-presidente.
