Il 47,13% dei contribuenti italiani dichiara un reddito complessivo fino a 20.000 euro e versa circa il 5% dell’Irpef totale. Il dato emerge dalla tredicesima indagine sulle entrate fiscali di Itinerari Previdenziali, presentata il 24 settembre e costruita sulle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2024.
All’estremo opposto, i contribuenti con almeno 200.000 euro di reddito sono 149.037: rappresentano lo 0,35% dei 42,84 milioni di dichiaranti e corrispondono il 10,12% dell’imposta. Nel dettaglio, la fascia tra 200.000 e 300.000 euro paga il 3,63%, mentre quella superiore a 300.000 euro arriva al 6,49%.
L’indagine calcola un gettito complessivo di 216,24 miliardi di euro, includendo Irpef ordinaria e addizionali regionali e comunali, al netto delle detrazioni e del trattamento integrativo. I versanti, cioè le persone che hanno pagato almeno un euro, risultano 34,1 milioni su 42,84 milioni di contribuenti.
La cifra dei 24,8 milioni che non versano Irpef richiede una precisazione. Il rapporto la ricava confrontando i 34,1 milioni di versanti con l’intera popolazione residente, vicina a 59 milioni: non indica quindi 24,8 milioni di persone che hanno presentato una dichiarazione con imposta pari a zero.
Tra i dichiaranti, la differenza fra il totale e chi ha pagato almeno un euro è di circa 8,73 milioni. Il gruppo più ampio stimato dal rapporto comprende anche persone senza reddito, minori e familiari fiscalmente a carico; descrive la platea demografica sostenuta dal gettito, non una misura diretta dell’evasione fiscale.
La concentrazione emerge anche ampliando le fasce. Il 69,78% dei contribuenti dichiara fino a 29.000 euro e paga il 21,33% dell’Irpef; il 18,78% con almeno 35.000 euro sostiene invece il 65% del totale, secondo l’elaborazione.
I dati di base provengono dal Dipartimento delle Finanze e riguardano i redditi prodotti nel 2024, dichiarati nel 2025 e pubblicati nel 2026. Una precedente analisi dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, basata sulla stessa banca dati ministeriale, aveva già rilevato che la quota fino a 20.000 euro versava circa il 5% dell’imposta.
Il rapporto accompagna i numeri con valutazioni critiche sulla redistribuzione e sul finanziamento del welfare. Quelle conclusioni appartengono agli autori; le percentuali sulle fasce di reddito derivano invece dalle tabelle fiscali rielaborate a partire dai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
