La Food and Drug Administration statunitense ha concesso l’approvazione accelerata a un nuovo impiego di Jemperli, nome commerciale di dostarlimab, per adulti con carcinoma del retto localmente avanzato in stadio II o III non ancora trattato. L’indicazione è limitata ai tumori con deficit del sistema di riparazione del DNA, definiti dMMR, o con elevata instabilità dei microsatelliti, MSI-H.
Questi profili biologici rappresentano, secondo le stime citate dalla FDA, circa il 3% dei tumori del retto localmente avanzati. Devono essere identificati con un test autorizzato: l’approvazione non riguarda quindi tutti i pazienti con questa diagnosi e non consente di sostituire autonomamente il percorso oncologico standard.
Dostarlimab blocca PD-1, una proteina utilizzata dai tumori per ridurre la risposta del sistema immunitario. Nei tumori dMMR o MSI-H gli errori accumulati durante la copia del DNA producono segnali che possono rendere le cellule malate più riconoscibili alle difese dell’organismo, spiegando la particolare sensibilità all’immunoterapia.
La decisione si basa sui risultati intermedi di AZUR-1, studio di fase 2 che ha coinvolto 154 persone. I partecipanti hanno ricevuto fino a nove dosi, una ogni tre settimane per sei mesi. Dopo un follow-up mediano superiore a due anni, quasi tre pazienti su quattro non avevano avuto bisogno di chirurgia, radioterapia o chemioterapia.
Un precedente studio del Memorial Sloan Kettering Cancer Center aveva valutato lo stesso approccio in 50 pazienti. Dopo il trattamento nessuno mostrava segni rilevabili di malattia; il 93% aveva mantenuto questa condizione per almeno dodici mesi. Tra i 27 seguiti per almeno tre anni, la FDA riferisce una recidiva locale.
I risultati sono rilevanti perché il trattamento convenzionale può avere conseguenze durature sulla funzione intestinale, urinaria e sessuale, oltre che sulla fertilità. La chirurgia può richiedere una colostomia permanente in alcuni casi e comporta rischi propri. Evitare queste procedure, quando oncologicamente sicuro, può cambiare profondamente la qualità di vita.
L’approvazione accelerata indica però che le prove non sono ancora definitive. Il produttore deve continuare il monitoraggio per dimostrare che le risposte osservate si traducano in un beneficio clinico duraturo e per stabilire con maggiore precisione il rischio di recidiva nel tempo.
Jemperli non è privo di effetti avversi. Stimolando il sistema immunitario può provocare reazioni contro organi e tessuti sani, talvolta gravi. Nella popolazione studiata gli eventi più comuni, presenti in almeno il 15% dei pazienti, sono stati stanchezza, eruzione cutanea, diarrea e prurito.
Per chi ha un tumore del retto la novità utile è il ruolo ancora più centrale della profilazione molecolare. Conoscere lo stato dMMR o MSI-H può aprire una strategia terapeutica diversa, ma la scelta richiede una valutazione multidisciplinare, controlli ravvicinati e criteri precisi per intervenire se la risposta non è completa.
L’autorizzazione americana non equivale automaticamente a un’indicazione rimborsata in Italia o nell’Unione europea. Le decisioni di EMA, AIFA e dei sistemi sanitari nazionali seguono procedure proprie. I dati, tuttavia, consolidano uno dei filoni più promettenti dell’oncologia di precisione: adattare il trattamento alle caratteristiche molecolari del tumore, non soltanto alla sua sede.
