La Russia ha lanciato nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche ucraine nella notte tra domenica e lunedì. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riferito che 28 sottostazioni e altri impianti critici sono stati colpiti, lasciando oltre mezzo milione di persone senza elettricità, riscaldamento o acqua corrente.
A Kyiv una donna di 21 anni è morta durante il bombardamento, secondo le autorità della capitale. Zelensky ha parlato di 16 missili balistici diretti verso Kyiv e la regione circostante, oltre a droni a reazione. I numeri provengono dalla parte ucraina e possono essere aggiornati con le valutazioni tecniche successive.
Il portavoce dell’aeronautica Yurii Ihnat ha detto che l’Ucraina non avrebbe ricevuto avvisi dai partner prima della prima ondata. Le informazioni sulla seconda sarebbero arrivate troppo tardi per attivare in tempo le sirene. Washington sostiene di non avere interrotto la condivisione di intelligence; le due affermazioni richiedono chiarimenti operativi.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di avere colpito un centro dati, un nodo logistico con componenti per droni e missili da crociera, un impianto industriale e un deposito ferroviario. Mosca ha anche rivendicato un attacco a una nave nel Mar Nero. Queste dichiarazioni non verificano né escludono i danni civili documentati.
Le interruzioni energetiche non riguardano soltanto l’illuminazione. Possono fermare pompe idriche, riscaldamento, comunicazioni, trasporti e apparecchiature sanitarie. Le squadre ucraine devono riparare la rete mentre rimane il rischio di nuovi attacchi, con difficoltà nel reperire trasformatori e componenti ad alta tensione.
Zelensky ha inoltre lamentato ritardi in forniture considerate vitali e una disponibilità insufficiente di sistemi Patriot. Ha detto che restrizioni sul servizio satellitare militare Starlink rallentano alcune operazioni ucraine. Sono valutazioni del governo di Kyiv; non costituiscono una conferma indipendente delle responsabilità dei partner.
Nel sud, Russia e Ucraina stanno discutendo una possibile evacuazione di Oleshky, città occupata dove circa duemila persone sarebbero isolate da cibo e cure. Il Vaticano ha sollecitato cooperazione per un cessate il fuoco locale e corridoi sicuri. Le trattative umanitarie restano separate dal confronto sulla rete elettrica.
Per chi si trova in Ucraina, gli avvisi delle autorità locali e le sirene restano il riferimento immediato; le interruzioni possono variare per regione.
Le cifre sugli utenti senza servizi rappresentano una fotografia temporanea: alcune aree vengono rialimentate rapidamente, altre subiscono nuove interruzioni per bilanciare la rete. Il numero può quindi scendere o risalire durante le riparazioni. Sono utili gli aggiornamenti dei gestori regionali più che una singola stima nazionale.
Gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno effetti cumulativi. Anche quando una sottostazione torna in funzione, componenti provvisori e percorsi alternativi possono ridurre la resilienza della rete. La preparazione all’inverno dipenderà da scorte, protezioni fisiche, capacità di generazione distribuita e velocità delle forniture internazionali.
