Donald Trump ha firmato il 19 ottobre un ordine esecutivo sulla salute delle donne che prevede due nuove strutture federali: una Women’s Health Division all’interno dei National Institutes of Health e una task force della Casa Bianca. Il segretario alla Salute, attraverso il direttore NIH, dovrà istituire la divisione entro 90 giorni.
Il mandato comprende il coordinamento della ricerca lungo tutte le fasi della vita, la revisione scientifica delle condizioni ancora poco studiate, l’inclusione di donne e ragazze negli studi clinici e il trasferimento più rapido dei risultati nella pratica sanitaria. Il testo cita, tra gli altri ambiti, malattie cardiovascolari, tumori, dolore cronico, endometriosi, menopausa e salute materna.
La nuova divisione dovrà lavorare con l’Office of Research on Women’s Health già esistente. L’ordine non chiarisce ancora organico, collocazione definitiva all’interno degli istituti NIH o budget dedicato. Questi elementi saranno decisivi per capire se la riorganizzazione aggiungerà capacità operativa oppure redistribuirà competenze e fondi già disponibili.
La task force sarà copresieduta dal segretario alla Salute e dal capo di gabinetto della Casa Bianca. Ne faranno parte responsabili di numerosi dipartimenti e agenzie, tra cui FDA, CDC, NIH, Medicare e Medicaid. Potrà organizzare audizioni, incontri e tavoli con ricercatori, settore privato, fondazioni e organizzazioni sanitarie.
Il documento ordina di coordinare politiche, ricerca e diffusione delle pratiche basate sulle prove. Richiede inoltre maggiore attenzione alle differenze legate al sesso biologico nei dati e nelle metodologie. Non autorizza però, da solo, un nuovo programma clinico per le pazienti né modifica immediatamente coperture assicurative, criteri di prescrizione o linee guida mediche.
L’ordine revoca l’Executive Order 14120 del marzo 2024 e un memorandum presidenziale del novembre 2023 sulla ricerca per la salute femminile. La scelta sostituisce la cornice organizzativa della precedente amministrazione, ma il testo afferma di voler continuare ed elevare gli sforzi federali. La continuità effettiva dipenderà dai programmi mantenuti e dalle risorse assegnate.
Non è corretto attribuire all’ordine una cifra totale di nuovi finanziamenti: il documento indica soltanto che il Dipartimento della Salute sosterrà i costi amministrativi della task force. Stanziamenti più ampi richiedono atti di bilancio, bandi NIH o decisioni delle agenzie che potranno essere verificati separatamente.
I primi riscontri arriveranno entro tre mesi con l’istituzione della divisione, poi attraverso nomine, piani di ricerca, bandi e indicatori pubblici.
La qualità dell’attuazione potrà essere valutata con indicatori concreti: quota di studi che includono campioni adeguati di donne, tempi tra scoperta e applicazione clinica, distribuzione dei fondi tra patologie, pubblicazione dei risultati negativi e accesso ai dati. Senza misure pubbliche, il coordinamento rischia di restare difficile da verificare.
Resta inoltre da capire come la nuova struttura interagirà con FDA, CDC e programmi assicurativi federali. Ricerca, autorizzazione dei farmaci, raccomandazioni sanitarie e copertura delle cure sono funzioni diverse. Un progresso in un’area non produce automaticamente un cambiamento nelle altre, anche quando partecipano alla stessa task force.
