Cina e Russia hanno riaffermato la volontà di rendere la cooperazione bilaterale più profonda e resistente alle pressioni esterne durante il 31° incontro regolare tra i capi di governo, presieduto il 21 ottobre a San Pietroburgo da Li Qiang e Mikhail Mishustin. Le delegazioni hanno esaminato commercio, energia, agricoltura, trasporti, industria e tecnologia.
Il governo cinese ha descritto i due Paesi come partner che avanzano fianco a fianco in un contesto internazionale complesso. È una formulazione politica di Pechino e va letta come indicazione della posizione ufficiale cinese.
I comunicati non hanno pubblicato immediatamente tutti i testi tecnici firmati né un valore complessivo dei nuovi impegni, quindi l’effetto economico dovrà essere misurato sui documenti e sui contratti.
Li Qiang ha incontrato anche Vladimir Putin. Il meccanismo dei capi di governo serve a tradurre le intese presidenziali in progetti amministrativi e industriali.
Energia e logistica sono centrali perché le sanzioni occidentali hanno spinto Mosca a orientare verso l’Asia una quota maggiore di petrolio, gas e materie prime; la Cina, a sua volta, ottiene forniture e accesso a mercati in condizioni negoziate bilateralmente.
La riunione si è svolta nello stesso giorno dell’incontro tra Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff. La coincidenza mostra la strategia russa di mantenere aperti due canali: consolidare il partenariato con Pechino e sondare con Washington una ripresa dei colloqui sull’Ucraina. Non significa che Cina e Stati Uniti condividano una mediazione comune, né che le discussioni siano state coordinate.
Pechino ha ribadito che l’Ucraina deve essere coinvolta in qualunque accordo che la riguardi, rispondendo alle domande su un possibile incontro tra i leader di Cina, Russia e Stati Uniti. Mosca ha evocato un vertice in Cina nel mese di novembre, ma non risulta ancora una convocazione accettata da tutte le parti. La diplomazia resta quindi in una fase esplorativa.
Per l’Unione europea, l’approfondimento dei legami sino-russi incide sull’efficacia delle sanzioni e sui controlli contro l’elusione. Bruxelles dovrà distinguere il commercio civile consentito dalle forniture di beni a duplice uso che possono sostenere la capacità militare russa. Le imprese europee affrontano inoltre una concorrenza diversa nei mercati russi lasciati liberi dopo il ritiro di operatori occidentali.
L’Italia è esposta attraverso energia, macchinari e catene di fornitura asiatiche. Un maggiore utilizzo di rotte terrestri tra Russia e Cina può ridisegnare flussi logistici, mentre accordi energetici di lungo periodo influenzano la disponibilità globale di petrolio e gas.
Al tempo stesso, eventuali progressi diplomatici sull’Ucraina potrebbero ridurre il premio di rischio sui mercati: i due effetti possono muoversi in direzioni opposte.
La verifica dovrà concentrarsi su accordi firmati, finanziamenti, volumi e scadenze. Le dichiarazioni sulla resilienza del partenariato indicano l’orientamento strategico; soltanto i dati successivi mostreranno quanto la cooperazione riesca a compensare sanzioni, rallentamento economico e rischi geopolitici.
