Lo Yemen è tornato a una guerra su larga scala: è l'allarme lanciato il 9 ottobre al Consiglio di sicurezza dell'ONU dall'inviato speciale Hans Grundberg. Il giudizio fotografa l'intensificazione degli scontri nelle ultime settimane, non la proclamazione di un nuovo conflitto da parte delle Nazioni Unite.
Secondo il resoconto ONU, dopo le avanzate del movimento Houthi verso la costa di Mokha e lo stretto di Bab al-Mandab, i combattimenti sono proseguiti a ovest e a sud di Taiz e in altre aree. Il governo yemenita ha dichiarato una controffensiva e rivendicato recuperi di territorio; la situazione sul terreno evolve e tali rivendicazioni richiedono verifica.
L'Associated Press aveva documentato l'avvio dell'operazione governativa e la pressione sulle vie di accesso a Taiz. Gli sviluppi aggravano le condizioni di persone già colpite da anni di guerra, sfollamenti e difficoltà nell'arrivo degli aiuti.
Grundberg ha richiamato le parti alla de-escalation e a un percorso politico. La protezione dei civili e l'accesso umanitario non possono essere subordinati al controllo di una rotta o al risultato di un'offensiva.
Bab al-Mandab collega Mar Rosso e Golfo di Aden: eventuali interruzioni della navigazione possono avere ripercussioni sulle rotte commerciali europee, comprese quelle usate dall'Italia. Il briefing non dimostra però un nuovo rincaro già misurabile per i consumatori italiani.
Per capire l'effetto su trasporti e forniture occorreranno dati di armatori, autorità marittime e mercati aggiornati. Nel frattempo va distinta l'allerta diplomatica dell'ONU dalle affermazioni militari delle parti in guerra.
