UEFA, CONCACAF e Asian Football Confederation (AFC) hanno pubblicato il 10 agosto una lettera congiunta durissima contro il presidente della FIFA Gianni Infantino. Le tre confederazioni contestano la gestione del progetto, poi abbandonato, che avrebbe aperto a investitori privati una partecipazione negli interessi commerciali legati alla Coppa del Mondo.
Reuters e Associated Press confermano la portata dello scontro. Nella lettera, i vertici delle tre organizzazioni parlano di fiducia compromessa attraverso l’inganno e definiscono il comportamento contestato una violazione fondamentale della fiducia.
Al centro della crisi c’è il piano per cedere a investitori privati una quota degli interessi commerciali collegati ai Mondiali. Le ricostruzioni indicano una quota del 20% e una valutazione nell’ordine di 4,2 miliardi di dollari. Il progetto è stato successivamente abbandonato dopo una forte opposizione interna al calcio internazionale.
Le confederazioni sostengono che un’operazione di questa portata non avrebbe dovuto essere sviluppata unilateralmente e senza un confronto adeguato con gli organismi che compongono il sistema FIFA.
UEFA, CONCACAF e AFC chiedono ora che quanto accaduto venga sottoposto a una revisione realmente indipendente dalla FIFA. Il punto non riguarda soltanto il destino del progetto commerciale: riguarda i processi decisionali, la trasparenza e il rapporto di fiducia tra la presidenza FIFA e una parte enorme del calcio mondiale.
Non si tratta della protesta di una singola federazione nazionale. A firmare sono tre delle sei confederazioni continentali riconosciute dalla FIFA: Europa, Asia e Nord/Centro America e Caraibi. È questo elemento a trasformare la vicenda da controversia interna a crisi strutturale della governance calcistica mondiale.
La tensione arriva dopo precedenti minacce di boicottaggio delle competizioni FIFA e richieste di dimissioni rivolte a Infantino. Associated Press riferisce inoltre che, nonostante le critiche, FIFA ha continuato a difendere il proprio presidente.
Il nodo sarà capire se la richiesta di un’indagine indipendente produrrà un processo formale e se le tre confederazioni manterranno una linea comune. Una frattura stabile tra metà delle confederazioni continentali e la leadership FIFA potrebbe incidere sulle alleanze politiche, sulle future competizioni e sulla prossima battaglia per la guida dell’organizzazione.
La vicenda è quindi molto più di una disputa economica: mette direttamente in discussione il modo in cui viene governato il calcio internazionale.
