New Zealand Football ha ritirato il proprio sostegno alla rielezione di Gianni Infantino alla guida della FIFA. L’organizzazione ha spiegato di aver perso fiducia nell’attuale leadership e ha chiesto che l’esame della vicenda sia affidato a una revisione indipendente.
La presa di posizione neozelandese aggiunge un altro tassello alla crisi di consenso che coinvolge il presidente FIFA alla vigilia del Congresso in cui si voterà per il prossimo mandato.
Al centro della contestazione c’è il progetto, poi abbandonato, di separare una quota dei diritti commerciali delle competizioni FIFA — comprese quelle legate ai Mondiali — e venderne il 20% a investitori privati. L’operazione puntava a raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari.
Le critiche hanno riguardato soprattutto trasparenza, consultazione delle federazioni e modalità con cui la proposta è stata presentata. La FIFA ha ritirato il piano dopo le proteste e ha riconosciuto errori nella gestione della vicenda.
UEFA, Confederazione asiatica (AFC) e CONCACAF hanno chiesto una revisione indipendente. Insieme rappresentano 136 delle 211 federazioni che dispongono di un voto nel sistema FIFA.
Questo dato non equivale però a un blocco automatico: ogni federazione nazionale vota singolarmente. Infantino mantiene infatti il sostegno di varie associazioni e confederazioni, tra cui la Confederazione africana e alcune federazioni arabe.
Infantino punta alla rielezione per un quarto mandato al Congresso FIFA previsto nel marzo 2027. Il ritiro del sostegno da parte della Nuova Zelanda non decide l’esito del voto, ma aumenta la pressione per chiarire le responsabilità e il processo decisionale legato al piano fallito.
