Il presidente della FIFA viene eletto dalle federazioni nazionali affiliate alla federazione mondiale. Sono 211 e, nella votazione, ciascuna dispone di un solo voto: Italia, Brasile, Nuova Zelanda o San Marino contano quindi allo stesso modo nel momento in cui si apre l’urna.
Il voto avviene durante il Congresso FIFA, l’assemblea generale dell’organizzazione. Le sei confederazioni continentali — UEFA, CONMEBOL, CONCACAF, AFC, CAF e OFC — influenzano il dibattito e possono prendere posizioni comuni, ma non possono imporre automaticamente a tutte le loro federazioni come votare.
Se ci sono soltanto due candidati, vince chi ottiene la maggioranza semplice dei voti validi. Con 211 federazioni, il riferimento pratico è quindi 106 voti.
Quando i candidati sono tre o più, al primo turno è richiesta una maggioranza di due terzi. Se nessuno la raggiunge, la procedura prosegue con i turni successivi secondo le regole elettorali della FIFA, fino a quando un candidato ottiene la maggioranza necessaria.
Il mandato dura quattro anni e coincide con il ciclo del Congresso elettivo. Lo statuto della FIFA prevede limiti ai mandati, ma il conteggio e le norme transitorie sono stati oggetto di discussione in passato; per questo, nelle notizie sulle rielezioni, è sempre utile verificare il periodo preciso per cui un presidente si candida.
Non da sole. È comune leggere che un gruppo di confederazioni rappresenta un determinato numero di federazioni: è un dato utile per misurare il peso politico della posizione, ma non garantisce un voto compatto. Ogni associazione nazionale mantiene formalmente il proprio voto.
Per esempio, una presa di posizione di UEFA, AFC e CONCACAF può segnalare una forte pressione politica, ma una federazione appartenente a una di queste aree può scegliere diversamente nel voto segreto del Congresso.
La discussione sulla rielezione di Gianni Infantino ha riacceso l’interesse per queste regole. Dopo il ritiro di un piano sulla cessione di diritti commerciali, varie federazioni e confederazioni hanno chiesto più trasparenza. La domanda decisiva, però, resta sempre la stessa: quanti voti effettivi riuscirà a raccogliere ogni candidato al Congresso?
Per l’ultimo sviluppo sulla crisi FIFA, leggi la notizia sul ritiro del sostegno della Nuova Zelanda.
