Donald Trump ha minacciato nuovi dazi pesanti contro l'Unione europea se il progetto di associare il Canada al blocco fosse diretto contro gli Stati Uniti. Il presidente statunitense è intervenuto nella serata del 16 settembre a Charlotte, in North Carolina, quando in Italia era già il 17 settembre. Nessuna nuova tariffa è stata però adottata.
Trump ha definito l'ipotesi di un Canada associato all'UE potenzialmente un atto ostile e ha evocato anche la possibilità di interrompere gli scambi in alcuni settori. Associated Press, Financial Times e Guardian riportano la stessa minaccia formulata durante un comizio. Le dichiarazioni non precisano aliquote, merci interessate o tempi di applicazione.
Il bersaglio politico è la proposta presentata il 16 settembre dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel discorso sullo Stato dell'Unione ha proposto di aprire al Canada una prima forma di associazione all'UE. La Commissione vuole estendere la cooperazione a industria, tecnologia, difesa, Artico, energia e materie prime critiche.
Quella annunciata a Bruxelles non è un'adesione del Canada all'Unione europea. Non esiste ancora uno statuto definito di membro associato, né un testo normativo sottoposto ai Ventisette. Reuters e Financial Times segnalano che contenuti, base giuridica e percorso di approvazione devono essere costruiti; un'intesa di questa portata richiederebbe probabilmente l'accordo unanime degli Stati membri.
UE e Canada dispongono già del CETA, applicato in via provvisoria dal 2017, e Ottawa ha aderito al programma europeo SAFE per gli acquisti comuni nella difesa. Von der Leyen propone ora una più ampia Alleanza per il futuro. Il vertice UE-Canada previsto in ottobre dovrebbe chiarire quali elementi possano diventare negoziati concreti.
Per Ottawa la diversificazione ha un peso immediato: circa il 70% delle esportazioni canadesi è diretto negli Stati Uniti, secondo Associated Press. Le relazioni si sono deteriorate dopo l'aumento dei dazi statunitensi e il fallimento dei negoziati bilaterali. Un legame più stretto con l'Europa ridurrebbe la dipendenza, ma non sostituirebbe rapidamente il mercato americano.
Per le imprese europee e italiane, l'effetto diretto oggi è soprattutto un aumento dell'incertezza politica. I dazi minacciati da Trump non sono in vigore e non si possono ancora stimare costi o comparti coinvolti. Eventuali conseguenze dipenderanno da atti formali degli Stati Uniti e dalla struttura che Bruxelles, Ottawa e i governi europei riusciranno eventualmente a negoziare.
Il nuovo sviluppo è quindi l'escalation verbale tra Washington e Bruxelles, non la nascita di un nuovo regime commerciale. La proposta UE-Canada resta allo stadio politico e la risposta americana resta una minaccia. Separare questi piani è essenziale per evitare di trasformare una trattativa ancora senza regole in un accordo già concluso o in tariffe già applicate.
