Il Canada ha trasformato in una misura concreta la risposta alle nuove tariffe statunitensi. Il primo ministro Mark Carney ha annunciato che Ottawa applicherà contromisure “dollaro per dollaro” sulle importazioni dagli Stati Uniti, con entrata in vigore prevista per l’8 settembre 2026.
La decisione arriva dopo il fallimento dell’ultimo round di negoziati commerciali. Nella notte tra il 21 e il 22 agosto gli Stati Uniti hanno fatto scattare dazi del 50% su una serie di prodotti canadesi. Carney ha quindi sospeso i colloqui e richiamato i negoziatori a Ottawa, sostenendo che le nuove condizioni proposte da Washington fossero economicamente svantaggiose e incompatibili con gli interessi canadesi.
Le contromisure canadesi saranno concentrate su settori specifici: acciaio, latticini, elettrodomestici, attrezzature agricole, pasta di cellulosa e carta, elettronica e alcuni beni già coinvolti nelle tariffe statunitensi applicate con le sezioni 232 e 338. Il governo canadese ha annunciato che pubblicherà nei prossimi giorni l’elenco dettagliato dei prodotti interessati.
Il valore economico della disputa è rilevante. Carney ha indicato che il nuovo pacchetto statunitense riguarda circa 28 miliardi di dollari canadesi di esportazioni; Reuters lo quantifica in circa 20 miliardi di dollari statunitensi. La differenza riflette principalmente la valuta utilizzata nelle due stime, non due misure separate.
La frattura tocca direttamente il rapporto commerciale più importante del Canada. Quasi il 70% delle esportazioni canadesi è diretto verso gli Stati Uniti, mentre i due Paesi condividono catene produttive integrate in settori come auto, acciaio, energia, agricoltura ed elettronica. Per questo una guerra tariffaria prolungata può aumentare i costi su entrambi i lati del confine e spingere le imprese a riorganizzare fornitori e investimenti.
Il governo canadese ha inoltre annunciato nuovi sostegni per le industrie colpite e ha ribadito la strategia di diversificare i rapporti commerciali verso Europa, Asia e altri mercati. Sul fronte statunitense, il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha dichiarato a Reuters che al momento non sono previsti nuovi negoziati con Ottawa.
Il passaggio dalle minacce alle tariffe effettive cambia quindi la natura dello scontro: non si tratta più soltanto di una trattativa difficile, ma di una fase di ritorsioni reciproche con calendario, settori e costi economici già definiti. L’8 settembre diventa ora la prossima data chiave da osservare.
