Donald Trump ha annunciato l’intenzione di creare una “AI Force” e di nominare un nuovo consigliere per l’intelligenza artificiale. Il messaggio è stato pubblicato il 19 settembre su Truth Social, ma non è stato accompagnato da un ordine esecutivo, da una struttura organizzativa o da un calendario.
Il presidente ha paragonato l’iniziativa alla Space Force, senza specificare se il nuovo organismo avrà natura militare, civile o interagenzia. Restano sconosciuti composizione, poteri, budget e rapporto con gli uffici federali che già si occupano di sicurezza, ricerca e regolazione dell’IA.
Trump ha promesso la nomina di un “AI czar” nel prossimo futuro. Il precedente incarico dedicato a intelligenza artificiale e criptovalute era stato affidato a David Sacks, che ha poi lasciato il ruolo formale mantenendo una funzione consultiva esterna.
Nel suo intervento Trump ha presentato l’IA come una nuova rivoluzione industriale e ha ribadito l’obiettivo di mantenere il vantaggio statunitense sulla Cina. Ha inoltre sostenuto che gli abusi possano essere affrontati attraverso le norme penali e civili esistenti, mostrando contrarietà a nuovi vincoli generali.
La stima secondo cui l’intelligenza artificiale potrebbe arrivare a rappresentare fino al 25% del prodotto interno lordo americano è una valutazione politica contenuta nell’annuncio. Non è accompagnata da metodologia, orizzonte temporale o previsione ufficiale di un’agenzia economica indipendente.
Il percorso istituzionale dipenderà dalla forma scelta. Un gruppo di coordinamento interno può essere creato dall’esecutivo; un organismo con fondi permanenti, competenze militari o autorità sulle agenzie potrebbe invece richiedere stanziamenti e interventi del Congresso.
Per ora la “AI Force” resta quindi un progetto annunciato. I prossimi elementi verificabili saranno il nome del consigliere, un eventuale ordine esecutivo, la definizione dei compiti e l’indicazione delle risorse. Fino ad allora non è corretto descriverla come un ente già operativo o dotato di personale e competenze proprie all’interno del governo federale statunitense.
