L’Aston Villa ha battuto il Tottenham 3-2 a Londra sabato 19 settembre, conquistando la prima vittoria della stagione in Premier League. Johan Manzambi, Nicolas Jackson ed Emiliano Buendía hanno portato gli ospiti sul 3-0; Conor Gallagher e Jan Paul van Hecke hanno riaperto la partita nel finale senza completare la rimonta.
La squadra di Unai Emery ha sbloccato il risultato nel recupero del primo tempo con Manzambi. Il centrocampista ha concluso un’azione che ha premiato l’organizzazione degli ospiti dopo una frazione equilibrata. Per il Tottenham è stato il primo colpo di una serata già delicata per classifica e fiducia.
Jackson ha raddoppiato al 67° minuto, trasformando la superiorità del Villa in un vantaggio più solido. Dodici minuti dopo Buendía ha segnato il terzo gol. Sullo 0-3, la partita sembrava chiusa e i Villans avevano il controllo sia degli spazi sia del ritmo.
Gli Spurs hanno però reagito negli ultimi minuti. Gallagher ha accorciato le distanze e Van Hecke ha segnato di testa il 2-3, aumentando la pressione fino al recupero. Un precedente gol di Mohammed Kudus era stato annullato, episodio che ha contribuito alla sensazione di una gara rimasta aperta fino alla fine.
Il dato più importante per Emery è il risultato: dopo quattro giornate senza successi, il Villa sale a quattro punti e interrompe l’avvio negativo. I tre marcatori differenti indicano anche una distribuzione offensiva più ampia, utile in una fase della stagione nella quale la squadra stava producendo meno di quanto atteso.
Per il Tottenham il problema è opposto. La squadra resta con due punti in cinque partite e ancora senza vittorie, nella zona bassa della classifica. I due gol finali mostrano capacità di reazione, ma non cancellano le difficoltà difensive e il ritardo con cui gli Spurs hanno cambiato l’inerzia dell’incontro.
La lettura della gara va quindi oltre il 3-2. Il Villa ha costruito il successo prima e dopo l’intervallo, poi ha rischiato di disperderlo quando ha abbassato il baricentro. Il Tottenham ha trovato energia tardi: un segnale utile, ma insufficiente per evitare un’altra sconfitta casalinga.
