Il tifone Saudel continua a scaricare piogge torrenziali sulla costa sud-orientale della Cina, dove il 4 settembre le province del Fujian e del Guangdong restano in allerta per nuove inondazioni. A Fuding l’acqua ha invaso strade, negozi e abitazioni; i vigili del fuoco hanno raggiunto persone anziane attraversando zone sommerse fino alla vita. Nel vicino villaggio montano di Jinxi, conosciuto per le coltivazioni di tè, la piena ha abbattuto un edificio in mattoni di tre piani. Le autorità hanno chiuso scuole, sospeso parte del trasporto pubblico e attivato procedure di emergenza in più località costiere.
Saudel ha toccato terra per la terza volta giovedì mattina nel Fujian, dopo essersi nuovamente rafforzato sul Mar Cinese Meridionale. È il settimo tifone a colpire la Cina quest’anno e il terzo ad arrivare nell’area di Yuhuan, nello Zhejiang, in meno di due mesi: una sequenza definita estremamente rara dall’Amministrazione meteorologica cinese. Dalla fine di agosto centinaia di migliaia di residenti sono stati trasferiti dalle aree esposte; soltanto nel Fujian gli evacuati superano quota 83.000.
Il pericolo non dipende più soltanto dal vento vicino al centro del ciclone. Dopo molti giorni di precipitazioni, i terreni hanno assorbito grandi quantità d’acqua, i fiumi hanno superato soglie di allarme e i versanti montani possono cedere anche lontano dalla costa. Il ministero cinese delle Risorse naturali ha richiamato l’attenzione su frane, colate di fango e piene improvvise nei bacini minori. Le comunità agricole e i villaggi costruiti lungo valli strette sono particolarmente vulnerabili, perché l’acqua scende rapidamente dalle montagne e lascia poco tempo per spostarsi.
Un tifone può effettuare più “landfall”, cioè più approdi, quando il suo centro attraversa una costa, torna sopra il mare e raggiunge un’altra porzione di terra. Il contatto con il suolo tende a indebolire la circolazione, ma un successivo passaggio su acque calde può restituire energia alla tempesta. Nel caso di Saudel, questa traiettoria irregolare ha esteso la durata dell’emergenza e ha distribuito piogge intense su province diverse, rendendo più difficile concentrare uomini, mezzi e scorte in un solo punto.
Gli esperti collegano l’insolita rotta di questa stagione anche a El Niño. Durante questa fase climatica, il Pacifico tropicale centrale e orientale diventa più caldo del normale e modifica la posizione delle grandi aree di alta e bassa pressione. Nel Pacifico occidentale, un anticiclone subtropicale più forte e spostato verso nord può guidare i tifoni lungo traiettorie nord-occidentali verso la costa cinese. El Niño non “crea” da solo ogni ciclone e non consente di attribuire un singolo disastro a una causa unica, ma cambia le condizioni di fondo che influenzano frequenza, rotta e precipitazioni.
Saudel arriva dopo il tifone Narra, che alla fine di agosto aveva già portato forti piogge su Guangxi, Hainan e Guangdong. Questa successione riduce la capacità del territorio di assorbire altra acqua: gli invasi devono essere gestiti con cautela, le reti di drenaggio urbano lavorano al limite e i soccorritori possono trovare strade interrotte proprio mentre devono raggiungere nuove zone. Anche la logistica economica risente dei provvedimenti, perché la chiusura di scuole, linee locali e collegamenti stradali limita gli spostamenti di lavoratori e merci.
Le immagini verificate da Reuters mostrano soccorsi in acqua alta e danni strutturali, ma un bilancio completo richiederà tempo. Nelle prime ore di un’alluvione le priorità sono individuare le persone isolate, interrompere elettricità e gas nelle aree sommerse, mantenere aperti i corridoi per i mezzi di emergenza e controllare la stabilità degli edifici. Le cifre su evacuati e danni possono quindi cambiare rapidamente man mano che i comuni completano le ricognizioni.
La fase più delicata sarà quella successiva al passaggio del sistema: anche se la pioggia diminuisce, fiumi e pendii possono reagire con ritardo. Per questo gli avvisi restano in vigore oltre il momento dell’approdo e gli sfollati non vengono fatti rientrare automaticamente. Il caso Saudel mostra come la pericolosità di un tifone derivi dall’interazione tra atmosfera, mare e territorio già saturo, non soltanto dalla velocità massima del vento registrata al largo.