Il fiume Po ha toccato oggi a Cremona un nuovo minimo storico: meno 8,59 metri rispetto allo zero idrometrico, un livello mai registrato prima, che supera il precedente record di meno 8,58 metri fissato nel giugno 2022. Il dato arriva mentre la crisi idrica tra Lombardia e Piemonte, che sembrava attenuarsi dopo le piogge di inizio agosto, si è riaggravata nelle ultime settimane, riportando l'attenzione sulle forniture di acqua potabile in decine di comuni del Nord Italia.
Secondo i dati aggiornati delle due regioni, oltre cento comuni tra Piemonte e Lombardia si trovano in difficoltà di approvvigionamento idrico. In Piemonte più di 70 centri e frazioni vengono riforniti con autobotti: dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 581 viaggi, per un costo complessivo che supera i 400mila euro. La Regione ha annunciato che si prepara a dichiarare lo stato di emergenza, un passaggio che permetterebbe al presidente della Giunta di firmare ordinanze urgenti e attivare interventi straordinari.
In Lombardia la situazione più critica riguarda una cinquantina di centri, concentrati soprattutto nel Pavese, con difficoltà segnalate anche nelle province di Mantova e Cremona. Complessivamente 106 amministrazioni comunali tra le due regioni hanno già adottato ordinanze o avvisi per limitare i consumi domestici e agricoli, chiedendo ai residenti di evitare usi non essenziali dell'acqua come l'irrigazione dei giardini o il lavaggio delle auto.
Anche il Lago Maggiore, tra i principali bacini idrici del Nord Italia, ha fatto scattare l'allarme: le riserve utili per l'irrigazione si sono ridotte drasticamente nelle scorse settimane, aggravando la pressione sulle aree agricole della pianura padana che dipendono dalle sue acque nei mesi finali dell'estate, quando le colture hanno ancora bisogno di irrigazione prima della raccolta.
La crisi ha origine in un deficit di piogge che si trascina da aprile: secondo le rilevazioni regionali, il mese ha registrato il 56% di pioggia in meno rispetto alla media, seguito da un 44% in meno a maggio e un 40% in meno a giugno. A luglio sono caduti appena 33 millimetri d'acqua, il 54% sotto la media storica del mese. Le piogge di inizio agosto avevano permesso un recupero parziale delle riserve, ma non sono bastate a evitare che il fiume tornasse, nelle ultime settimane, sotto i livelli critici.
Il livello idrometrico di un fiume misura l'altezza dell'acqua rispetto a un punto di riferimento fisso, lo zero idrometrico, stabilito per ogni stazione di misurazione: un valore negativo indica che il fiume scorre sotto quel livello convenzionale, non che sia "sotto il livello del mare". Il record di Cremona segnala quindi una portata eccezionalmente bassa in quel tratto del Po, non necessariamente lungo l'intero corso del fiume, che può presentare condizioni diverse a seconda della distanza dalle sorgenti alpine e degli affluenti che lo alimentano.
Le autorità regionali stanno monitorando giorno per giorno l'evoluzione della situazione, in attesa di capire se le previsioni meteo per le prossime settimane porteranno un sollievo strutturale o se sarà necessario prolungare ulteriormente il ricorso alle autobotti. La dichiarazione dello stato di emergenza in Piemonte, se confermata, consentirebbe di sbloccare risorse aggiuntive e procedure semplificate per interventi infrastrutturali urgenti, come la riparazione di reti idriche colabrodo che negli ultimi anni hanno aggravato le perdite in diverse zone della regione.
Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti sul numero di comuni serviti da autobotti, sull'eventuale dichiarazione ufficiale dello stato di emergenza regionale in Piemonte e sui primi effetti delle nuove ordinanze comunali sui consumi. CurioMondo seguirà l'evoluzione della crisi idrica nel bacino del Po nei prossimi aggiornamenti.
