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Senato, sì definitivo alla delega sul nucleare sostenibile

Approvato con 112 sì il testo che apre la fase dei decreti attuativi: il Governo avrà dodici mesi per scriverli.

24 settembre 2026 · Roma · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Foto d'archivio dell'aula del Senato durante il voto finale sulla delega per il nucleare sostenibile, con il tabellone che indica 112 favorevoli, 69 contrari, 3 astenuti e la dicitura approvato.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
112-69-3Voto finale al Senato
12 mesiTempo per i decreti attuativi
SMR/AMRReattori modulari da disciplinare

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il voto, a Roma, ha registrato 112 favorevoli, 69 contrari e 3 astenuti.

Il provvedimento non avvia la costruzione di nuovi impianti né la loro accensione. Il testo delega l'Esecutivo a scrivere, entro dodici mesi, i decreti legislativi che definiranno le regole applicative.

I decreti dovranno disciplinare i piccoli reattori modulari, indicati con la sigla SMR, e i reattori avanzati modulari, indicati con la sigla AMR. Dovranno inoltre regolare la gestione dei rifiuti radioattivi.

Un ulteriore decreto riguarderà la ricerca sulla fusione nucleare, distinta dalla fissione usata nei reattori tradizionali e in quelli modulari previsti dal testo approvato dal Senato.

Una legge delega fissa princìpi e criteri direttivi generali: è il Parlamento a stabilirli, mentre spetta al Governo scrivere le norme di dettaglio nei decreti legislativi successivi.

Le commissioni parlamentari competenti mantengono comunque il compito di esaminare gli schemi di decreto prima della loro adozione definitiva, verificando che rispettino i criteri stabiliti dalla delega approvata dal Senato.

La delega fissa i principi generali della materia, ma lascia ai decreti attuativi i dettagli tecnici, l'individuazione dei siti possibili e le procedure di autorizzazione degli impianti.

L'Italia ha chiuso l'ultimo reattore nucleare attivo nel 1990, dopo il referendum del 1987 seguito al disastro di Chernobyl. Un secondo referendum, nel 2011, ha bloccato un successivo tentativo di ritorno al nucleare civile.

Il tema è tornato nel dibattito pubblico negli ultimi anni insieme alla discussione sulla transizione energetica e sulla sicurezza degli approvvigionamenti, dopo la crisi del gas seguita all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.

Il testo passa ora alla fase attuativa. Il Governo dovrà avviare il lavoro tecnico sui decreti legislativi entro il termine di dodici mesi fissato dalla delega approvata con 112 voti favorevoli al Senato.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.