Il Senato ha approvato in via definitiva il 23 settembre la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il provvedimento, già passato alla Camera, ha ottenuto 81 voti favorevoli, 51 contrari e sette astensioni. Si conclude così l’iter parlamentare del disegno di legge.
Il testo affida all’esecutivo il compito di definire una disciplina organica del settore attraverso decreti legislativi. Fra gli ambiti da regolare ci sono localizzazione, costruzione ed esercizio degli impianti, gestione del combustibile e dei rifiuti radioattivi, sicurezza e smantellamento delle installazioni.
È previsto anche un programma nazionale sul nucleare sostenibile e sulla fusione, insieme a misure per ricerca, formazione e informazione pubblica. La scelta dei luoghi e il coinvolgimento dei territori dovranno trovare applicazione nei passaggi successivi: non esiste un elenco di nuove centrali autorizzate dal voto odierno.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha indicato nei piccoli reattori una componente della strategia governativa. Le opposizioni contestano invece l’ampiezza della delega e chiedono maggiori garanzie su costi, controlli e partecipazione alle decisioni.
Per famiglie, imprese e Comuni il risultato immediato è l’avvio di un percorso normativo, non l’apertura di cantieri né un cambiamento delle bollette. Promulgazione, pubblicazione e attuazione restano passaggi distinti dall’approvazione parlamentare; tempi e condizioni operative dipenderanno dai provvedimenti successivi.
