L'Unione europea ha adottato il 12 ottobre nuove sanzioni contro 826 società russe e 743 dirigenti del settore militare-industriale. Le designazioni sono complessivamente 1.569. Il Consiglio le presenta come il più ampio singolo ampliamento degli elenchi dall'inizio della guerra contro l'Ucraina.
I soggetti inseriti sono sottoposti al congelamento dei beni. È vietato mettere fondi o risorse economiche a loro disposizione, direttamente o indirettamente; per le persone fisiche si aggiunge il divieto di viaggio nell'Unione. Il Consiglio comunica che gli atti giuridici sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale europea.
La decisione interessa anche le imprese italiane che operano in filiere internazionali: il controllo dei destinatari delle operazioni deve tenere conto dei nuovi elenchi. Il numero delle designazioni non coincide con un divieto generalizzato di commercio con qualsiasi impresa russa.
Secondo il Consiglio, il pacchetto riguarda fornitori di componenti impiegati in missili, droni e velivoli. Gli ambiti comprendono elettronica, semiconduttori, sistemi di comunicazione, ottica e navigazione. L'istituzione europea attribuisce alle aziende coinvolte almeno 20 miliardi di euro di fatturato annuo e oltre 250 mila addetti.
Il totale dei soggetti elencati nel regime a tutela dell'integrità territoriale ucraina sale a quasi 4.600. Le nuove restrizioni si aggiungono quindi a quelle esistenti: i limiti applicabili a una singola operazione dipendono dal soggetto e dalle disposizioni degli atti pubblicati.
