I ministri degli Affari esteri dell’Unione europea hanno concordato il 28 settembre 2026 sanzioni individuali contro dieci funzionari russi ritenuti responsabili dell’esclusione del partito Yabloko dalle elezioni per la Duma di Stato.
Secondo fonti diplomatiche e reportage indipendenti, nella lista figurano giudici, pubblici ministeri e altri ufficiali coinvolti in persecuzioni e processi politicamente motivati contro Yabloko e i suoi esponenti. Sono inclusi tre giudici della Corte suprema russa e un funzionario della Procura generale.
Yabloko, unico partito ancora legalmente registrato con una piattaforma esplicitamente anti-guerra, era stato escluso dalla lista federale in agosto da una decisione della Corte suprema, poi confermata in appello. Le elezioni si sono tenute tra il 18 e il 20 settembre 2026.
Le misure prevedono congelamento dei beni e divieto di operazioni con soggetti europei. L’Alta rappresentante Kaja Kallas aveva già annunciato, a nome dei Ventisette, l’intenzione di sanzionare chi ha minato la possibilità di elezioni libere in Russia e chi ha organizzato o partecipato alle votazioni nei territori ucraini occupati.
Tra le figure collegate al dossier repressione c’è il filone giudiziario che ha portato alla condanna di Lev Shlosberg, vicepresidente di Yabloko, a undici anni e un mese di carcere a Pskov per «screditamento» delle Forze armate russe dopo le sue critiche alla guerra in Ucraina.
L’Unione europea non riconosce le cosiddette elezioni russe nei territori temporaneamente occupati di Ucraina e ha dichiarato che sanzionerà anche organizzatori e candidati di quei seggi. Un elenco separato, più ampio, sulle elezioni nei territori occupati resta in discussione a Bruxelles.
Il pezzo registra solo decisioni e liste comunicate da fonti Ue e da agenzie indipendenti del 28 settembre 2026; non anticipa nomi non ancora pubblicati in un comunicato ufficiale del Consiglio e non confonde queste misure con il rinnovo generale delle sanzioni individuali votato giorni prima.
Per i lettori italiani l’interesse è doppio: le misure colpiscono chi ha contribuito a chiudere lo spazio politico interno in Russia e si affiancano alla linea Ue di non riconoscimento delle votazioni nei territori ucraini occupati, con effetti potenziali anche sul dialogo bilaterale e sulle prossime liste di restrizioni individuali.
