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Russia, ultimo giorno di voto per la Duma: risultati attesi in serata

Si chiude il primo voto parlamentare dall’invasione dell’Ucraina. Russia Unita è favorita in una competizione senza una lista federale apertamente contraria alla guerra.

18 settembre 2026 · aggiornato il 20 settembre alle 07:08 · Mosca · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale contestuale generata con IA: elettori in un seggio russo depositano schede in un’urna trasparente; non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
450seggi della camera bassa in palio
3 giornivoto dal 18 al 20 settembre
32,58%affluenza comunicata sabato pomeriggio

La Russia affronta domenica 20 settembre l’ultima giornata delle elezioni per rinnovare i 450 seggi della Duma di Stato. I primi risultati preliminari sono attesi in serata, dopo la chiusura delle urne distribuite su undici fusi orari.

È il primo voto parlamentare dall’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Russia Unita, il partito che sostiene Vladimir Putin, parte favorita per conservare la maggioranza. La competizione si svolge in un sistema che ha escluso gran parte dell’opposizione contraria alla guerra.

Yabloko non partecipa con una lista federale dopo una decisione della Corte suprema, anche se alcuni suoi candidati corrono nei collegi individuali. Dirigenti e attivisti hanno segnalato pressioni sugli osservatori. Associated Press ha riportato l’arresto di un rappresentante del partito in un seggio di San Pietroburgo.

Secondo i dati diffusi dalle autorità russe e riportati da Reuters, sabato pomeriggio aveva votato il 32,58 per cento degli aventi diritto. Il dato non consente ancora di stimare l’affluenza finale e include modalità di voto elettronico disponibili in diverse regioni.

Mosca ha dichiarato di aver respinto attacchi informatici contro i sistemi elettorali e le reti di comunicazione. Le autorità hanno attribuito i tentativi all’Ucraina senza rendere pubbliche prove verificabili. Per questo l’origine degli episodi resta una rivendicazione russa, non un fatto accertato in modo indipendente.

Il voto è organizzato anche nei territori ucraini occupati e annessi unilateralmente dalla Russia. Kiev e l’Unione europea considerano illegittima questa estensione e non riconosceranno i risultati prodotti in quelle aree. La Russia sostiene invece che i residenti con documenti russi abbiano diritto a partecipare.

Manca inoltre una missione di osservazione dell’OSCE, il principale organismo europeo specializzato nel monitoraggio elettorale. Le autorità russe indicano centinaia di migliaia di osservatori nazionali e più di mille ospiti internazionali, ma l’assenza dell’OSCE limita un controllo esterno comparabile con altre consultazioni.

La lettura politica comincerà solo quando saranno disponibili risultati per liste e collegi, affluenza finale e distribuzione territoriale. Fino ad allora è corretto descrivere Russia Unita come favorita, non come vincitrice. Eventuali contestazioni dovranno essere valutate sulla base di documenti e riscontri specifici.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.