Il Cremlino non esclude che Russia, Ucraina e Stati Uniti tornino a incontrarsi in un formato trilaterale. Il portavoce Dmitry Peskov lo ha dichiarato il 7 settembre, dopo la missione compiuta nel fine settimana dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner tra Mosca e Kyiv. L’apertura riguarda la possibilità di riavviare il canale diplomatico, non un appuntamento già concordato.
Peskov ha infatti precisato che è ancora troppo presto per parlare di luogo e date. Ha aggiunto che Mosca non aveva ancora ricevuto informazioni sui colloqui avuti dagli inviati statunitensi a Kyiv e non ha illustrato né le nuove proposte americane né i punti più difficili rimasti sul tavolo. Anche una telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump resta una possibilità, non un evento confermato.
La distinzione è sostanziale: la disponibilità a un formato negoziale indica che una parte non chiude pubblicamente il canale, ma non equivale a un cessate il fuoco, a un’agenda condivisa o all’accettazione delle condizioni dell’altra parte. Per parlare di ripresa effettiva serviranno almeno una convocazione, delegazioni definite e temi concordati.
La dichiarazione russa segue quella con cui Kyiv si era detta pronta a riavviare i colloqui dopo la visita degli inviati USA. Il governo britannico ha confermato nello stesso giorno il proprio sostegno agli sforzi negoziali guidati dagli Stati Uniti e alla ricerca di un cessate il fuoco. Queste posizioni mostrano un movimento diplomatico, ma non risolvono le divergenze sostanziali.
CurioMondo aveva già seguito l’apertura ucraina del 6 settembre. Il nuovo elemento è la risposta pubblica del Cremlino: entrambe le parti ora non escludono il canale trilaterale, mentre tempi, sede, contenuto delle proposte e condizioni per una tregua restano non definiti.
Il formato trilaterale avrebbe una funzione diversa dai colloqui bilaterali condotti separatamente dagli inviati americani. Mettere le tre delegazioni nello stesso processo permette di verificare immediatamente se una proposta viene interpretata allo stesso modo da Mosca e Kyiv. Non elimina però la necessità di trattative tecniche su sicurezza, territori, prigionieri, infrastrutture e garanzie internazionali.
La missione di Witkoff e Kushner ha creato un collegamento tra le capitali, ma le dichiarazioni pubbliche non permettono di conoscere il testo consegnato alle parti. Peskov ha evitato di descrivere i nodi più difficili. CurioMondo non attribuisce quindi al piano americano contenuti che non siano stati resi pubblici da documenti o dichiarazioni ufficiali verificabili.
Un eventuale colloquio telefonico Putin-Trump avrebbe un peso politico, ma resterebbe distinto da una sessione negoziale con l’Ucraina presente. Questa differenza conta perché un’intesa sulla procedura non coincide con un accordo sulla sostanza. Anche il sostegno britannico riguarda la prosecuzione degli sforzi e l’obiettivo del cessate il fuoco, non l’approvazione di condizioni ancora sconosciute.
I segnali da controllare nelle prossime ore sono concreti: conferma congiunta della sede, nomi dei capi delegazione, calendario e comunicato delle parti. In assenza di questi elementi, la formula corretta resta apertura alla ripresa. Definirla già come nuovo round di pace trasformerebbe una possibilità diplomatica in un fatto non ancora avvenuto.
