Nel 2024 gli italiani hanno prodotto in media 507,7 chili di rifiuti urbani a testa: 11,5 chili in più rispetto al 2023. Lo certifica l’Istat nel comunicato del 7 ottobre 2026 sulla raccolta differenziata e i comportamenti civici, con dati aggiornati al 2024–2025.
In volume nazionale i rifiuti urbani ammontano a 29,9 milioni di tonnellate, in crescita del 2,3% sull’anno precedente. L’aumento riguarda tutte le ripartizioni, con il Nord-est in testa (+4,2%, 577,1 kg pro capite). Seguono Nord-ovest (502,7 kg), Centro (538,2 kg), Sud e Isole (rispettivamente 451,7 e 455,5 kg).
La raccolta differenziata continua a crescere e copre il 67,7% dei rifiuti urbani, un punto percentuale in più del 2023 e sopra il target nazionale del 65%, superato dal 2022. Nel lungo periodo la produzione pro capite resta comunque 34,6 kg sotto il livello del 2010.
Sul fronte dei comportamenti, nel 2025 il 93,0% delle famiglie dichiara di differenziare sempre la carta, il 92,7% la plastica e il 92,2% il vetro. Crescono anche l’umido/organico (89,8% dall’86,7% del 2021) e l’alluminio (83,9% dall’81,3%).
La quota di famiglie che differenzia sempre carta, vetro, alluminio e plastica — il set minimo previsto dalla normativa europea — è salita dal 24,1% del 1998 all’87,4% del 2025. Il 73% delle famiglie è servito dal porta a porta (era il 66% nel 2018) e il 72,6% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del servizio.
Nei comuni capoluogo la produzione torna a salire: 9,7 milioni di tonnellate nel 2024 (+3,3%), pari al 32,3% del totale nazionale. Emilia-Romagna e Valle d’Aosta restano tra le regioni con la produzione pro capite più alta (oltre 640 kg), mentre Basilicata, Molise e Calabria restano le più contenute.
I dati non entrano in vigore di nuove tariffe: sono misurazioni ufficiali su produzione, differenziata e abitudini. Per le famiglie restano utili a confrontare i servizi locali e a capire dove la partecipazione civica è già consolidata e dove il divario territoriale resta ampio.
