Riccardo Bossi, primogenito di Umberto Bossi, è stato arrestato mercoledì 23 settembre a Busto Arsizio. I carabinieri lo hanno prelevato nella sua abitazione e condotto nel carcere della città. Il provvedimento di cumulo, firmato dal procuratore Carlo Nocerino, somma condanne per 5 anni e 9 mesi.
Le pene riguardano fatti del 2011 e del 2020: appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il Sole 24 Ore e La Stampa riportano lo stesso perimetro. Non entra nel totale la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti alla madre, perché quel giudizio è ancora davanti alla Cassazione.
Sul reddito di cittadinanza la Procura di Busto Arsizio contesta 280 euro al mese per 43 mensilità, fra il 2020 e il 2023, circa 12.800 euro. Il contributo era legato all’affitto di un appartamento dal quale Bossi era già stato sfrattato per morosità. La Stampa parla di un’attestazione non corrispondente al vero.
Il Tribunale lo ha condannato a due anni e sei mesi e a una provvisionale di 15 mila euro all’Inps. La Cassazione, lo scorso giugno, ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa: quella sentenza è definitiva. È il pezzo recente del cumulo, distinto dai fatti del 2011.
Un capitolo più vecchio riguarda i fondi della Lega. Nel marzo 2016, con il rito abbreviato, Bossi aveva avuto un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata. L’accusa di allora era l’uso personale di denaro del partito. La Stampa colloca quel capo dentro lo scandalo dei rimborsi.
Il Corriere della Sera scrive che ha 47 anni ed è nato nel 1979 dal primo matrimonio del fondatore della Lega, morto il 19 marzo. Repubblica osserva che 5 anni e 9 mesi superano la soglia dei quattro anni sotto la quale si può chiedere una misura alternativa al carcere.
L’avvocato Magnante, sentito da Repubblica, ha detto che vedrà il suo assistito sabato e che non era ancora entrato in carcere. Renzo Bossi, fratello minore, era giovedì alla Camera per i discorsi parlamentari del padre. Al Corriere ha dichiarato di avere saputo la notizia dalla stampa e di non avere avuto con Riccardo un rapporto familiare.
La frase che Renzo ha lasciato al Corriere è netta: ognuno è figlio delle proprie scelte e deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Non è una valutazione sul merito dei processi. Il cumulo che Bossi deve scontare resta quello firmato da Nocerino, 5 anni e 9 mesi, senza la pena ancora non definitiva sulla madre.
