È online da giovedì 17 settembre l'Osservatorio ICA Italia, aperto nella Giornata nazionale per la sicurezza delle cure. Il sito riunisce stime ufficiali e sentenze pubbliche sulle infezioni contratte durante l'assistenza. L'Istituto Superiore di Sanità attribuisce a questi eventi circa 20mila decessi l'anno.
Secondo l'ISS, in Italia si contraggono ogni anno fra 400mila e 640mila infezioni durante un ricovero. La forbice separa la stima sui dati 2022 da quella del 2016: i due studi nazionali non sono pienamente confrontabili. L'istituto indica che più della metà dei casi si potrebbe prevenire.
Il portale pubblica soltanto fonti già pubbliche: sorveglianze, documenti europei e provvedimenti giudiziari. L'archivio conta 348 sentenze emesse tra il 2016 e il 2026 in tutte le regioni, ciascuna con il testo integrale reso anonimo. I risarcimenti documentati vanno da 3.763 a 2.122.190 euro.
Le sentenze sono la parte visibile dei contenziosi. L'osservatorio avverte che molti casi si chiudono senza un provvedimento pubblico. Le strutture compaiono con il proprio nome soltanto dopo consenso scritto, in una sezione dedicata a risultati di prevenzione già misurati.
Distinto, e in parte sovrapposto, è il carico dell'antibiotico-resistenza. L'ECDC stima 11.082 decessi l'anno in Italia su dati 2020, con un intervallo tra 9.751 e 12.500. Quella cifra vale circa un terzo dei 35.813 morti europei attribuiti allo stesso fenomeno.
Nella stessa giornata il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato l'avvio del Piano nazionale per la sicurezza del paziente. Il lavoro è affidato all'osservatorio Agenas sulle buone pratiche e si ispira al piano globale dell'OMS. Il ministero cita anche circa mille eventi sentinella l'anno.
I 20mila decessi non sono un conteggio chiuso del 2026: restano una stima ISS su serie precedenti. Il nuovo sito non sostituisce le sorveglianze regionali e non produce un bollettino giornaliero. Serve a incrociare numeri già noti con le sentenze e con le pratiche di prevenzione dichiarate.
