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West Nile in Italia, 594 casi e 41 decessi nel nuovo bollettino ISS

La circolazione del virus è documentata in 79 province di 19 regioni. L’ECDC indica l’Italia come il Paese europeo più colpito nella stagione 2026.

11 settembre 2026 · Italia · 3 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Zanzara Culex in ambiente naturale, illustrazione editoriale fotorealistica generata con IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
594casi confermati di West Nile
41decessi notificati
79province con circolazione documentata

L’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato al 10 settembre il quadro della West Nile in Italia: i casi confermati sono 594 e i decessi notificati 41. La circolazione del virus è stata documentata in 79 province appartenenti a 19 regioni, secondo il settimo bollettino della sorveglianza integrata.

Una settimana prima i casi confermati erano 521 e i decessi 26. L’aumento del bollettino non equivale però necessariamente a contagi avvenuti tutti negli ultimi sette giorni, perché le notifiche possono includere casi con esordio precedente che vengono confermati e registrati successivamente.

Il dato italiano si inserisce in una stagione europea intensa. Nel rapporto pubblicato il 9 settembre, l’ECDC indica l’Italia come il Paese europeo con il maggior numero di casi umani segnalati nel 2026 e sottolinea che la circolazione del virus è elevata in diversi Paesi.

Il confronto tra le due fonti richiede attenzione alle date. L’ECDC utilizzava dati trasmessi fino al 3 settembre e riportava 516 casi acquisiti localmente in Italia e 25 decessi; il bollettino ISS successivo fotografa una situazione più aggiornata e comprende il totale nazionale confermato secondo la sorveglianza italiana.

Il Ministero della Salute ricorda che il virus viene trasmesso soprattutto dalle zanzare del genere Culex e non passa da persona a persona attraverso i normali contatti. La maggior parte delle infezioni non provoca sintomi, mentre le forme gravi interessano una quota molto più piccola dei contagi e colpiscono più spesso anziani e persone fragili.

La sorveglianza non riguarda soltanto i pazienti. In Italia vengono monitorati anche zanzare, uccelli, cavalli e donazioni di sangue, organi, tessuti e cellule. Il Centro Nazionale Trapianti ha riattivato dal 1° giugno le misure stagionali specifiche, che restano previste fino al 30 novembre.

Per i cittadini, le indicazioni ufficiali restano concentrate sulla prevenzione delle punture: repellenti, abiti che coprano maggiormente la pelle nelle ore più favorevoli alle zanzare, zanzariere e riduzione dei ristagni d’acqua domestici. In presenza di sintomi sospetti, il Ministero raccomanda di rivolgersi al medico.

Il punto più utile del nuovo aggiornamento è la combinazione tra diffusione geografica e crescita delle notifiche. I numeri non descrivono da soli il rischio individuale, ma confermano che la sorveglianza deve restare attiva anche nella parte finale dell’estate e nelle prime settimane autunnali.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 11 settembre 2026, ore italiane.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.