L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha indicato due futuri posti per astronauti italiani sulla superficie della Luna, collegandoli al contributo dell’Italia alle infrastrutture del programma lunare. La dichiarazione, pronunciata alla Air, Space & Cyber Conference vicino a Washington, era stata riportata il 22 settembre da Ars Technica e dalla stampa specializzata italiana.
Non sono stati annunciati i nomi degli astronauti, le missioni o le date degli allunaggi. Si tratta dell’impegno espresso dal vertice dell’agenzia nel quadro della cooperazione internazionale, non della pubblicazione di un equipaggio pronto a partire.
Al centro del contributo italiano c’è il Multi-Purpose Habitation Module, sviluppato con il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana e il coinvolgimento di Thales Alenia Space. Il modulo è destinato a sostenere permanenze e attività sulla superficie lunare; l’intesa politica fra Italia e NASA risale al 31 marzo a Washington.
Isaacman ha associato i posti per gli astronauti alla disponibilità di infrastrutture utili al programma. La prospettiva di un allunaggio italiano rimane quindi legata allo sviluppo del progetto e alle future assegnazioni operative, senza un calendario individuale già annunciato.
I due posti sulla superficie non coincidono con la partecipazione di Luca Parmitano ad Artemis III: la missione prevista nel 2027 è dedicata a prove in orbita terrestre. Partecipare a un volo Artemis e camminare sulla Luna sono traguardi distinti.
