Martedì 22 settembre 2026 cade l’equinozio di settembre. Nell’emisfero nord inizia l’autunno astronomico, in quello sud la primavera. Il Sole, in quel momento, si trova sulla verticale dell’equatore.
La NASA ricorda che in quel giorno la durata del dì e della notte è quasi uguale in tutto il mondo. Dopo l’equinozio, nell’emisfero nord le giornate continuano ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno.
L’Agenzia spaziale europea spiega lo stesso meccanismo: dopo il solstizio d’estate il Sole percorre ogni giorno un arco più basso. All’equinozio resta visibile per circa dodici ore.
La data non coincide con l’inizio meteorologico dell’autunno, fissato il 1° settembre. L’equinozio è un istante astronomico, non un giorno intero di luce identica ovunque, perché atmosfera e latitudine spostano alba e tramonto.
Nel calendario NASA di settembre 2026 l’equinozio è il secondo appuntamento dopo il massimo di splendore di Venere, il 18 settembre. Il 26 settembre è prevista la Luna del raccolto, vicina a Saturno e Nettuno.
In Italia l’equinozio cade mentre l’anticiclone tiene ancora temperature alte. L’allerta della Protezione civile per martedì resta gialla su settori di Calabria e Sicilia, per temporali e rischio idrogeologico.
Non cambia l’ora legale, che in Italia resta in vigore fino alla fine di ottobre. L’equinozio non è un evento visibile come un’eclissi: si misura sull’assetto Terra-Sole, non su un disco che si oscura.
