Giorgia Meloni è stata a Oslo giovedì 17 settembre, ospite del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. È la prima visita ufficiale di un presidente del Consiglio italiano in Norvegia dopo quasi 15 anni. Sul tavolo: energia, materie prime critiche, difesa e industria.
«Per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa, lo è certamente per il ruolo che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani, nostro quarto fornitore di gas», ha detto Meloni. Il testo è sul sito di Palazzo Chigi.
La premier ha indicato il giacimento di Fen come risorsa per le materie prime critiche. L’obiettivo dichiarato è costruire filiere più corte, più sicure e più resistenti agli shock esterni. Non è stato annunciato un contratto di fornitura né volumi.
Meloni ha citato la fusione tra Saipem e Subsea7 come esempio di complementarità industriale. Il gruppo, ha detto, diventerà il secondo operatore mondiale nei servizi offshore. Il Sole 24 Ore riporta la stessa indicazione.
Støre ha definito Eni «un partner con competenze molto significative» nella ricerca di gas nell’Artico. La Stampa gli attribuisce anche la stima del 10% del fabbisogno italiano di gas. Sky TG24 elenca Leonardo, Fincantieri e Saipem tra i partecipanti alla cena di lavoro.
Meloni ha detto di riportare a Roma «un partenariato industriale e strategico» centrato sull’energia e esteso ad altri settori di sicurezza. Resta da tradurre l’intesa politica in atti, scadenze e impegni finanziari.
Italia e Norvegia festeggiano nel 2026 il centenario del volo artico del dirigibile Norge, con Umberto Nobile e Roald Amundsen. La ricorrenza è contestuale alla visita, non un nuovo trattato.
I prossimi passaggi saranno gli eventuali accordi su gas, minerali e cantieristica. Palazzo Chigi ha pubblicato il testo della conferenza, senza memorandum o scadenze. Finché non esistono testi firmati, la missione resta un allineamento politico, non una svolta già misurabile sui prezzi energetici.
