La Norvegia ha celebrato il 9 settembre 2026 i funerali di Stato di re Harald V, morto il 28 agosto a 89 anni dopo 35 anni sul trono. Il feretro ha lasciato il Palazzo reale a mezzogiorno ed è stato portato in processione fino alla cattedrale di Oslo, dove la cerimonia è iniziata alle 13. Migliaia di persone hanno seguito il corteo lungo Karl Johans gate, mentre rappresentanti istituzionali norvegesi e delegazioni reali e politiche straniere partecipavano al rito.
Il nuovo re Haakon VIII, la regina Mette-Marit, la regina Sonja e la principessa ereditaria Ingrid Alexandra hanno accompagnato il feretro insieme agli altri membri della famiglia reale. La presenza di capi di Stato, primi ministri e case regnanti europee ha dato alla cerimonia una dimensione internazionale, ma il programma ufficiale ha mantenuto al centro il rapporto fra Harald e la popolazione norvegese.
Le Forze armate hanno partecipato con guardie d’onore, salve e rappresentanze provenienti anche da Danimarca, Svezia e Regno Unito. Questi elementi non sono soltanto cerimoniali: in Norvegia il sovrano è formalmente comandante supremo delle forze armate, pur esercitando il ruolo nel quadro costituzionale e parlamentare. La partecipazione militare ha quindi ricordato una funzione istituzionale, non una scelta politica personale del re.
Harald era salito al trono nel 1991, succedendo a Olav V. Il suo regno ha attraversato trasformazioni profonde della società norvegese, dall’aumento dell’immigrazione al dibattito sull’identità nazionale e sui diritti. Il sovrano ha conservato una popolarità elevata adottando un linguaggio inclusivo e una presenza pubblica meno distante, mentre le decisioni di governo restavano responsabilità dell’esecutivo eletto.
La monarchia norvegese è costituzionale. Il re nomina formalmente il governo e svolge compiti rappresentativi, ma non dirige la politica quotidiana in autonomia. Gli atti sostanziali richiedono responsabilità ministeriale. La successione a Haakon VIII è avvenuta automaticamente alla morte del padre; la cerimonia funebre non trasferisce il potere, ma conclude il periodo pubblico di lutto e accompagna il passaggio simbolico fra due regni.
Il governo ha ricordato Harald come un sovrano capace di incontrare il Paese fuori dalle sole occasioni ufficiali. Nel discorso funebre, il primo ministro ha richiamato la gratitudine che il re esprimeva dopo le visite nelle comunità locali. Le parole commemorative descrivono la memoria istituzionale del sovrano e vanno distinte da una valutazione storica completa, che richiederà tempo e fonti più ampie.
Dopo il rito nella cattedrale, il feretro è stato trasferito verso la cappella reale della fortezza di Akershus, luogo di sepoltura di diversi membri della casa reale. Il dispositivo di sicurezza e la presenza di grandi folle hanno reso la giornata una delle operazioni pubbliche più complesse organizzate recentemente a Oslo. Le autorità avevano pubblicato in anticipo indicazioni per residenti, trasporti e media.
Con i funerali termina il lutto nazionale iniziato dopo la morte del 28 agosto, mentre prosegue il lutto di corte secondo le regole della Casa reale. Per la Norvegia comincia ora la fase ordinaria del regno di Haakon VIII: continuità costituzionale, definizione del nuovo calendario pubblico e costruzione di un rapporto personale con la popolazione.
