Moderna e Merck hanno annunciato che lo studio di fase 3 INTerpath-001 ha raggiunto i suoi principali obiettivi clinici nel melanoma ad alto rischio completamente rimosso con la chirurgia. La combinazione di intismeran autogene, una terapia personalizzata a mRNA, con l’immunoterapia Keytruda ha prodotto miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti rispetto a Keytruda da solo.
Lo studio ha arruolato 1.137 pazienti con melanoma in stadio IIB-IV dopo resezione completa. Gli endpoint comunicati riguardano la sopravvivenza libera da recidiva e la sopravvivenza libera da metastasi a distanza. Le aziende non hanno ancora pubblicato nel comunicato i valori completi di efficacia e hanno indicato che i risultati dettagliati saranno presentati a un congresso medico.
Reuters sottolinea che si tratta della prima volta in cui una terapia oncologica personalizzata a mRNA dimostra, in un grande studio avanzato, un beneficio statisticamente e clinicamente significativo quando viene aggiunta a un checkpoint inhibitor come Keytruda. È un risultato che rafforza una strategia inseguita da anni: costruire un trattamento diverso per ogni paziente sulla base delle mutazioni del suo tumore.
Intismeran non è un vaccino preventivo tradizionale. È una terapia sperimentale individualizzata progettata per codificare fino a 34 neoantigeni selezionati dalle mutazioni specifiche del tumore del singolo paziente, con l’obiettivo di attivare una risposta immunitaria mirata contro le cellule tumorali.
Keytruda, il pembrolizumab di Merck, è un immunoterapico che blocca il checkpoint PD-1 e aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. L’idea della combinazione è complementare: intismeran mostra al sistema immunitario bersagli specifici del tumore, mentre Keytruda riduce uno dei freni che possono limitare la risposta antitumorale.
Il confronto diretto con Keytruda da solo è quindi particolarmente importante, perché consente di misurare se il trattamento personalizzato aggiunge un beneficio reale a una terapia già consolidata nel melanoma.
Moderna e Merck hanno dichiarato di essere già in contatto con le autorità regolatorie. Reuters riferisce che, se il percorso procederà positivamente, un’eventuale approvazione potrebbe arrivare già nel 2027. Tuttavia il trattamento resta sperimentale e non è ancora autorizzato per questa indicazione.
Restano soprattutto da valutare i risultati clinici completi, compresi i numeri precisi sulla riduzione del rischio, il profilo di sicurezza dettagliato e i dati sulla sopravvivenza complessiva, che non sono stati ancora resi disponibili con l’annuncio iniziale.
Il programma intismeran non si limita al melanoma. La stessa piattaforma viene studiata in diversi tumori solidi, tra cui polmone, vescica, rene, pancreas e stomaco. Il risultato di fase 3 nel melanoma rappresenta quindi anche una prova importante per capire se il modello dei vaccini oncologici personalizzati a mRNA possa funzionare in più malattie.
La reazione dei mercati è stata eccezionale: secondo Reuters, le azioni Moderna sono arrivate a guadagnare fino al 160% nella seduta successiva alla notizia, con un forte aumento della capitalizzazione. Il movimento finanziario riflette le aspettative, ma non sostituisce la valutazione dei dati clinici completi.
