Un nuovo studio sui dati di Mars Express suggerisce che la lunga nube di ghiaccio vicino al vulcano Arsia Mons, su Marte, possa formarsi attraverso un processo raro. L'ESA ha presentato il risultato il 7 ottobre, insieme alla pubblicazione su Nature Geoscience.
La struttura compare al mattino nella primavera e nell'estate dell'emisfero meridionale marziano. Si allunga fino a 1.800 chilometri e poi evapora: la sua ricorrenza non è una prova di eruzioni vulcaniche.
I ricercatori hanno riprodotto la nube nel modello includendo la formazione diretta di particelle di ghiaccio dal vapore, senza il contributo della polvere normalmente coinvolta. Il vento sul vulcano solleva rapidamente aria umida e ne provoca il raffreddamento.
La spiegazione resta sostenuta da una simulazione confrontata con immagini, non da una misura diretta di ogni passaggio microscopico. Alcune caratteristiche calcolate non coincidono ancora perfettamente con quelle osservate.
Le tre camere della sonda hanno fornito dati complementari. La possibilità di osservare Marte al mattino permette di seguire un fenomeno che cambia nell'arco di poche ore.
