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Infantino sempre più sotto pressione: anche la Nuova Zelanda ritira il sostegno al presidente FIFA

New Zealand Football non sosterrà più la rielezione di Gianni Infantino e chiede una revisione indipendente del piano, poi ritirato, sui diritti commerciali delle competizioni FIFA.

14 agosto 2026 · Nuovo sviluppo · Sport / Calcio / FIFA · 2 min di lettura

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Il punto in tre dati
1federazione in più ritira il proprio sostegno: New Zealand Football
20%la quota dei diritti commerciali che il piano prevedeva di cedere
136 su 211le federazioni rappresentate da UEFA, AFC e CONCACAF

New Zealand Football ha ritirato il proprio sostegno alla rielezione di Gianni Infantino alla guida della FIFA. L’organizzazione ha spiegato di aver perso fiducia nell’attuale leadership e ha chiesto che l’esame della vicenda sia affidato a una revisione indipendente.

La presa di posizione neozelandese aggiunge un altro tassello alla crisi di consenso che coinvolge il presidente FIFA alla vigilia del Congresso in cui si voterà per il prossimo mandato.

Al centro della contestazione c’è il progetto, poi abbandonato, di separare una quota dei diritti commerciali delle competizioni FIFA — comprese quelle legate ai Mondiali — e venderne il 20% a investitori privati. L’operazione puntava a raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari.

Le critiche hanno riguardato soprattutto trasparenza, consultazione delle federazioni e modalità con cui la proposta è stata presentata. La FIFA ha ritirato il piano dopo le proteste e ha riconosciuto errori nella gestione della vicenda.

UEFA, Confederazione asiatica (AFC) e CONCACAF hanno chiesto una revisione indipendente. Insieme rappresentano 136 delle 211 federazioni che dispongono di un voto nel sistema FIFA.

Questo dato non equivale però a un blocco automatico: ogni federazione nazionale vota singolarmente. Infantino mantiene infatti il sostegno di varie associazioni e confederazioni, tra cui la Confederazione africana e alcune federazioni arabe.

Infantino punta alla rielezione per un quarto mandato al Congresso FIFA previsto nel marzo 2027. Il ritiro del sostegno da parte della Nuova Zelanda non decide l’esito del voto, ma aumenta la pressione per chiarire le responsabilità e il processo decisionale legato al piano fallito.

La crisi non si chiude con il ritiro del progetto finanziario. La Nuova Zelanda chiede ora trasparenza e una verifica esterna, mentre la sfida per la rielezione di Infantino entra in una fase più delicata.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Le immagini editoriali illustrative sono generate con l’intelligenza artificiale e non costituiscono fotografie documentarie dell’evento.

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