La Procura di Pavia, chiudendo le indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ha acquisito i «Raw Data» del RIS di Parma: due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 sul campione bu_p dei pedali della bici di Alberto Stasi risultarono totalmente negative e non finirono nel fascicolo del processo originario.
I consulenti della difesa di Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, e in modo autonomo i consulenti della Procura, hanno individuato nei dati grezzi consegnati il 6 novembre 2025 quelle controanalisi negative. Secondo i legali, sarebbero state idonee a scagionare Stasi già 19 anni fa.
Il 19 settembre 2007, dopo purificazione del campione prelevato dai pedali Umberto Dei, le analisi avevano indicato 2,78 nanogrammi di Dna sovrapponibile a Chiara Poggi. Il giorno dopo le due corse elettroforetiche diedero esito negativo sullo stesso reperto.
La Procura nota che di quelle controanalisi «non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo» a carico di Stasi. I pm ipotizzano errore di registrazione o possibile scambio di provette: il quantitativo coincideva ai decimali con il reperto del cucchiaino usato da Chiara per colazione.
L’impronta 33 attribuita a Sempio e la compatibilità dell’aplotipo Y sulle unghie della vittima con la linea paterna di Sempio restano al centro dell’accusa di omicidio pluriaggravato. Sempio ha 20 giorni per memorie; la Procura può chiedere il rinvio a giudizio entro nove mesi.
Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni e in affidamento in prova, tramite l’avvocata Giada Bocellari chiede che si faccia piena luce sulle analisi del 2007 e sulle responsabilità di chi non depositò i risultati negativi.
Il caso Garlasco resta un dossier giudiziario aperto: le nuove verifiche sui raw data non annullano la condanna di Stasi né accusano Sempio in modo definitivo, ma riaprono il dibattito sulle prove genetiche che pesarono nel fermo e nel processo del 2007-2015.
