In Italia sono stati confermati 265 casi di Dengue dal 1° gennaio all’8 settembre 2026. L’Istituto Superiore di Sanità indica che 24 infezioni sono autoctone, mentre le altre sono associate a viaggi all’estero. Non risultano decessi nel periodo considerato.
Il bollettino precedente riportava 227 casi complessivi e tre autoctoni. Il confronto segnala un aumento delle notifiche, ma non misura da solo la velocità reale di trasmissione: i dati di sorveglianza possono includere diagnosi e segnalazioni riferite a giorni precedenti.
La quota autoctona indica infezioni contratte in Italia, non importate durante un viaggio. Questo elemento richiede indagini territoriali e controllo delle zanzare nelle aree coinvolte. Non significa però che tutte le regioni abbiano la stessa circolazione o lo stesso livello di rischio.
Nello stesso aggiornamento l’ISS registra 25 casi confermati di Chikungunya, uno dei quali autoctono, e tre casi di Zika associati a viaggi. Anche per queste due infezioni non sono segnalati decessi. I dati appartengono a sistemi di sorveglianza distinti e non vanno sommati al conteggio della Dengue.
Per ridurre l’esposizione restano utili le misure contro le punture e la rimozione dei ristagni d’acqua. Febbre elevata o sintomi dopo un viaggio richiedono una valutazione sanitaria, soprattutto se la persona vive o ha soggiornato in un’area con casi segnalati.
