L’ufficio nazionale di statistica cinese (NBS) ha pubblicato il 30 settembre 2026 il PMI manifatturiero ufficiale di settembre a 50,1 punti, in rialzo di 0,3 punti rispetto ad agosto. Il dato torna sopra la soglia di 50 che separa espansione e contrazione.
Il sottoindice della produzione è salito a 51,7, il più alto del 2026 secondo le letture NBS. I nuovi ordini restano a 50,5, leggermente sotto il mese precedente ma ancora in area di espansione.
Reuters e CNBC riportano che il risultato ha interrotto due mesi consecutivi di contrazione e ha coinciso con le attese di consensus a 50,1. Dodici dei 21 settori monitorati risultano sopra la soglia, quattro in più rispetto ad agosto.
Il PMI non manifatturiero (servizi e costruzioni) è salito a 50,2 da 49,0; l’indice composito di output a 50,7. L’economista NBS Huo Lihui ha collegato il miglioramento a equipaggiamenti, high-tech e beni di consumo.
Il PMI privato RatingDog/S&P Global, più orientato all’export, è risultato a 52,1 da 51,5, massimo da cinque mesi, con produzione e ordini esteri in accelerazione secondo Reuters.
Analisti citati da Reuters e ING leggono un rimbalzo modesto, ancora dipendente da export e boom legato all’hardware per l’intelligenza artificiale, mentre consumi interni e settore immobiliare restano fragili.
Per i mercati globali e per le filiere europee il segnale è un lieve recupero dell’attività di fabbrica cinese a settembre, non una svolta strutturale automatica della domanda interna.
I prezzi delle materie prime e i prezzi alla fabbrica sono saliti, con sottoindici che NBS e ING collocano sui massimi di cinque mesi. Margini e costi energetici restano temi aperti per le imprese.
I prossimi dati di produzione industriale e di commercio estero di ottobre diranno se il rimbalzo del PMI si consolida. Questa sintesi si limita ai comunicati NBS e alle conferme di agenzia del 30 settembre.
Soglia 50,1 e produzione 51,7 restano i numeri di riferimento: ogni lettura successiva andrà confrontata con lo stesso set di indici ufficiali cinesi.
