In Italia il prezzo della benzina è aumentato del 6,3% tra luglio e agosto 2026, mentre il diesel è salito del 5,2%. I dati pubblicati il 22 settembre da Eurostat collocano il rincaro italiano della benzina tra i più elevati dell’Unione europea nel mese considerato.
Il dato misura la variazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo per carburanti e lubrificanti destinati al trasporto personale. Non rappresenta quindi il prezzo assoluto mostrato da una singola stazione di servizio, ma il movimento medio rilevato con una metodologia comune nei Paesi dell’UE.
Su base annua, nell’Unione i carburanti e i lubrificanti costavano ad agosto il 23,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025. L’aumento aveva raggiunto il 13,7% a giugno e il 16,9% a luglio, segnalando un’accelerazione durante l’estate.
Il diesel è aumentato su base mensile in 26 Paesi. I rialzi maggiori sono stati registrati in Cechia, con il 14,3%, Bulgaria, con il 13,5%, e Lussemburgo, con il 12,3%. L’Italia, con il 5,2%, compare invece tra i tre incrementi più contenuti insieme a Romania e Paesi Bassi.
Per la benzina, 22 Paesi hanno registrato aumenti, tre diminuzioni e due prezzi sostanzialmente stabili. La Spagna guida la variazione mensile con l’8,2%, seguita da Romania al 6,6%, Italia al 6,3% e Cipro al 6,2%.
Il confronto mostra che benzina e diesel non si sono mossi nello stesso modo nei diversi mercati nazionali. Fiscalità, contratti di fornitura, composizione della distribuzione e tempi di trasferimento delle quotazioni possono modificare la velocità con cui uno shock energetico arriva ai consumatori.
I dati di settembre saranno necessari per capire se l’aumento di agosto sia proseguito oppure si sia attenuato. La rilevazione Eurostat fotografa il mese già concluso e non costituisce una previsione dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane.
