Lunedì 21 settembre Australia e Nuova Zelanda hanno firmato Plan Tasman, un quadro per integrare di più le due marine. Il documento è stato sottoscritto dal vice capo della Royal Australian Navy, contrammiraglio Darren Grogan, e dal vice capo della Royal New Zealand Navy, commodoro Karl Woodhead.
Il piano copre personale, addestramento, sviluppo delle capacità, operazioni, ingegneria, regolazione e impegno internazionale. L’obiettivo dichiarato è una forza navale Anzac più interoperabile.
Grogan ha detto che l’accordo «rafforza il modo in cui ci addestriamo, operiamo e sviluppiamo le capacità insieme». Woodhead ha parlato di uno «spostamento da una cooperazione basata sulla tradizione a un’integrazione per progetto».
Il rapporto marittimo tra i due Paesi, ha aggiunto Woodhead, risale a oltre 160 anni e si è consolidato in guerra e in pace. Il comunicato della Difesa neozelandese colloca il passo in un Indo-Pacifico «sempre più contestato».
Plan Tasman segue il Tasman Navy Framework firmato dai capi delle due marine nel novembre 2024. Non istituisce una nuova alleanza: formalizza la cooperazione già esistente tra vicini e alleati.
Il comunicato parla di maggiore scambio di informazioni e allineamento operativo, in sostegno a sicurezza, stabilità e prosperità regionale. Non risulta un impegno di combattimento congiunto né un teatro specifico.
Il testo non indica navi assegnate, scadenze operative o stanziamenti. Restano da vedere i primi programmi congiunti di addestramento e le eventuali esercitazioni calendarizzate.
