La direzione russa della centrale nucleare di Zaporizhzhia ha affermato che, dalla sera del 12 settembre, più di dieci attacchi con droni avrebbero interessato l’area del centro di addestramento del personale. La struttura si trova presso il complesso nucleare ucraino, occupato dalle forze russe e amministrato da operatori legati a Rosatom.
L’informazione proviene dalla gestione installata da Mosca. Al momento della pubblicazione non risultano una conferma indipendente dell’attribuzione a Kiev né una rivendicazione ucraina. Per questo non è corretto presentare come accertato che i velivoli appartenessero alle forze ucraine: si tratta di un’accusa russa in fase di verifica.
Secondo la comunicazione dell’impianto, non sarebbero emerse vittime nelle prime verifiche. L’entità degli eventuali danni non è stata ancora definita, perché la minaccia di nuovi attacchi avrebbe impedito ai tecnici di completare l’ispezione dell’area.
Il centro di addestramento non coincide con gli edifici dei reattori, ma gli episodi militari dentro o vicino al perimetro della centrale restano rilevanti per la sicurezza. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica mantiene osservatori sul posto e ha ripetutamente chiesto di evitare attività militari attorno agli impianti nucleari.
La centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, è in territorio ucraino ma sotto controllo russo dal 2022. I sei reattori non producono elettricità, tuttavia sistemi di raffreddamento, alimentazione esterna e generatori di emergenza devono continuare a funzionare per garantire la sicurezza del combustibile nucleare.
