SOFIA — Un volo Austrian Airlines diretto da Tel Aviv a Vienna ha effettuato domenica sera un atterraggio non programmato nella capitale bulgara dopo una minaccia contro l’aeromobile. Il volo OS82, operato con un Airbus A320, è arrivato in sicurezza a Sofia alle 20:42 ora dell’Europa centrale.
A bordo si trovavano 51 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, per un totale di 57 persone.
La compagnia ha confermato la deviazione e ha spiegato che il velivolo sarebbe stato sottoposto a controlli. I passeggeri sono stati fatti scendere e dovranno essere riprotetti su un collegamento alternativo dopo la conclusione delle verifiche. Non sono stati segnalati feriti né danni all’aereo.
La natura precisa della minaccia non è stata descritta nel primo comunicato pubblico.
Secondo le informazioni attribuite al ministero bulgaro dei Trasporti, l’equipaggio avrebbe segnalato un allarme mentre l’aereo si trovava vicino al confine con la Romania e avrebbe deciso di dirigersi su Sofia. Caccia dell’aeronautica bulgara hanno accompagnato il velivolo fino all’atterraggio.
Questa misura serve a garantire il controllo dello spazio aereo durante una situazione potenzialmente pericolosa e non prova, da sola, la presenza di un ordigno.
L’atterraggio in un aeroporto alternativo rientra nelle procedure di precauzione quando una minaccia non può essere esclusa in volo. Dopo l’arrivo, le autorità isolano l’aeromobile, trasferiscono i passeggeri in un’area sicura e avviano un’ispezione.
Solo al termine dei controlli è possibile stabilire se l’allarme fosse fondato, un errore o un atto deliberato privo di esplosivi.
Austrian Airlines non ha comunicato nell’immediato il nuovo itinerario dei viaggiatori. Chi ha coincidenze o deve raggiungere Vienna deve quindi fare riferimento direttamente alla compagnia e alle comunicazioni dell’aeroporto, perché orari e riprotezioni possono cambiare durante le verifiche.
Il numero del volo e la data sono gli elementi più utili per ricevere assistenza.
L’episodio è avvenuto in un periodo di particolare attenzione alla sicurezza dei collegamenti da e verso Israele. Ciò non consente però di attribuire automaticamente la minaccia a un’organizzazione o a un contesto politico. Fino alla conclusione dell’indagine bulgara, ogni ipotesi sull’origine del messaggio o sull’identità del responsabile resta non verificata.
Il ministero della Difesa bulgaro ha confermato l’intervento dei caccia, mentre la televisione pubblica ha riferito dell’attivazione delle procedure di emergenza.
Reuters aveva inizialmente segnalato di non aver verificato in modo indipendente tutti i dettagli; le conferme successive della compagnia hanno consolidato i dati su numero di persone, orario e atterraggio sicuro.
Il punto operativo per i passeggeri è che l’aereo è a terra e le persone a bordo sono state messe in sicurezza. Restano da conoscere l’esito dell’ispezione, la ripresa del viaggio e l’eventuale apertura di procedimenti penali.
I viaggiatori che hanno sostenuto spese aggiuntive devono conservare carta d’imbarco, ricevute e comunicazioni della compagnia. L’assistenza e gli eventuali diritti dipendono dalla causa accertata e dalle misure effettivamente offerte, quindi non è corretto promettere automaticamente un indennizzo. Austrian Airlines resta il referente per riprotezione, bagagli e prosecuzione del viaggio.
