Un uomo di 40 anni e il figlio di 10 sono rimasti feriti venerdì 3 ottobre durante una festa di matrimonio in una sala ricevimenti a Vieste, nel Foggiano. Il padre è ricoverato in prognosi riservata; il bambino ha riportato la frattura di un arto inferiore.
Secondo la prima ricostruzione, il bambino stava giocando con alcuni coetanei su un terrazzino quando sarebbe precipitato per circa quattro o cinque metri nella struttura sottostante. Il punto esatto e la tenuta del lucernario sono oggetto degli accertamenti.
Il padre è accorso per raggiungere il figlio ed è caduto a sua volta all'interno del vano. RaiNews riferisce che l'uomo ha riportato un grave trauma cranico; le sue condizioni sono considerate molto serie.
Entrambi sono stati trasferiti con l'elisoccorso in strutture sanitarie. Il bambino non risulta in pericolo di vita, mentre per il quarantenne i medici hanno mantenuto la prognosi riservata.
La festa di nozze è stata interrotta. I carabinieri hanno sequestrato l'area e stanno verificando la dinamica sotto il coordinamento della Procura di Foggia, secondo quanto riportato dalla TGR Puglia.
Il sequestro serve a conservare lo stato dei luoghi e a permettere rilievi sulla protezione dell'apertura, sui materiali e sull'accessibilità del terrazzino. Non equivale all'individuazione di una responsabilità penale né dimostra, da solo, una violazione delle regole di sicurezza.
Le fonti concordano sull'ordine delle due cadute e sulle condizioni generali dei feriti. Restano invece da stabilire la causa del primo cedimento, l'eventuale presenza di barriere adeguate e chi avesse la gestione dell'area in quel momento.
Per tutelare il minore non sono stati diffusi nomi o altri dettagli personali. La notizia riguarda la dinamica dell'incidente e gli accertamenti sulla sicurezza del luogo, non l'identità della famiglia o degli sposi.
L'elemento decisivo sarà l'esito dei rilievi. Fino ad allora è corretto descrivere la caduta come una ricostruzione iniziale e distinguere i dati sanitari comunicati dalle ipotesi sulle cause.
