Una busta anonima con un proiettile e una lettera minatoria è stata recapitata al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Il plico è arrivato agli inizi di agosto alla sede del ministero a Roma, in viale Trastevere, ed è stato spedito da Salerno. Il ministro ha presentato denuncia e i carabinieri indagano.
Secondo ANSA e Il Sole 24 Ore, nel foglio gli anonimi chiedevano di denunciare presunte irregolarità sul rilascio di diplomi da parte di scuole private in provincia di Salerno. Allegato c'era un proiettile calibro 7,65. Le irregolarità citate nella lettera restano affermazioni non verificate e non coincidono con un accertamento giudiziario.
La notizia è diventata pubblica il 17 settembre, quando è stata formalizzata la denuncia. Tra l'arrivo del plico e la comunicazione ufficiale sono passate alcune settimane: le fonti consultate non indicano il motivo del lasso di tempo né l'identità del mittente.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto che un proiettile e una lettera minatoria «sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia». Ha chiesto alle forze dell'ordine di fare luce e una condanna netta da parte di tutte le forze politiche.
Messaggi analoghi sono arrivati dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dalla ministra Anna Maria Bernini. Hanno espresso solidarietà anche partiti di opposizione, tra cui Pd e Movimento 5 Stelle, e i sindacati della scuola, compresa la Flc Cgil.
Valditara ha ringraziato chi gli ha manifestato vicinanza. Il contenuto della lettera non autorizza a collegare il gesto a una vertenza scolastica specifica: al momento risultano soltanto la denuncia, il luogo di spedizione e l'oggetto materiale rinvenuto.
Restano da accertare mittente, percorso postale e eventuale collegamento con altri episodi. Fino a nuove comunicazioni ufficiali, i fatti verificati sono l'arrivo del plico, la denuncia ai carabinieri e le dichiarazioni di solidarietà rese il 17 settembre.
