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Washington prepara una nuova stretta sull’Iran e chiama in causa la Cina: petrolio e Hormuz al centro della pressione

Il segretario al Tesoro Scott Bessent annuncia la più dura offensiva sanzionatoria statunitense contro l’Iran e chiede cooperazione a Pechino, principale acquirente del petrolio iraniano.

21 agosto 2026 · Mondo / Geopolitica / Economia / Medio Oriente · 4 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Petroliera nel Golfo, immagine editoriale realistica sul petrolio iraniano, le sanzioni statunitensi e le rotte energetiche verso l’Asia
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Il punto in tre dati
>80%quota delle esportazioni petrolifere iraniane assorbita dalla Cina secondo Reuters
Hormuzlo stretto strategico che resta centrale per i flussi energetici del Golfo
nuove misureil Tesoro USA promette un pacchetto di pressione economica senza precedenti

Gli Stati Uniti preparano un ulteriore irrigidimento delle sanzioni contro l’Iran. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha descritto le misure in arrivo come le più dure mai applicate da Washington contro Teheran e ha collegato apertamente la strategia alla necessità di ridurre le entrate petrolifere iraniane.

La novità politica è il richiamo diretto alla Cina. Pechino è di gran lunga il principale acquirente del greggio iraniano e, secondo Reuters, assorbe oltre l’80% delle esportazioni petrolifere del Paese. Qualunque sanzione davvero capace di colpire i ricavi energetici iraniani passa quindi dal comportamento di raffinerie, intermediari, navi e istituzioni finanziarie collegate al commercio con la Cina.

Washington può colpire società, banche o petroliere coinvolte nelle transazioni, ma una stretta aggressiva rischia di aprire un nuovo fronte nei rapporti economici tra Stati Uniti e Cina. Pechino ha respinto l’idea che le sanzioni siano lo strumento adatto e continua a sostenere una soluzione diplomatica.

Questo rende la strategia molto più complessa di un semplice embargo. Per funzionare, le misure devono aumentare il costo e il rischio delle transazioni senza provocare effetti collaterali incontrollabili su energia, trasporti e commercio internazionale.

Lo Stretto di Hormuz è il passaggio obbligato per una quota enorme delle esportazioni energetiche del Golfo. In una fase di traffico ridotto e tensione militare, qualsiasi nuova misura contro l’Iran può riflettersi immediatamente sui prezzi del petrolio, sui premi assicurativi delle navi e sui costi di trasporto.

Per questo Bessent ha insistito anche sull’importanza di ripristinare una navigazione più regolare. L’obiettivo americano è aumentare la pressione economica su Teheran evitando, allo stesso tempo, che la scarsità di offerta energetica danneggi consumatori e alleati.

I dettagli tecnici del nuovo pacchetto saranno decisivi: quali entità verranno colpite, se saranno previste sanzioni secondarie più ampie, come verranno trattati i compratori asiatici e quali eccezioni resteranno disponibili. Il mercato guarderà soprattutto ai volumi effettivi di petrolio iraniano che continueranno a raggiungere la Cina.

La nuova offensiva sanzionatoria USA ha una portata globale perché il vero punto di pressione è il commercio petrolifero con la Cina. Se Washington allargherà le sanzioni secondarie, la partita non riguarderà soltanto Iran e Stati Uniti, ma anche prezzi dell’energia, rotte marittime e rapporti economici con Pechino.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Le fonti sono indicate per trasparenza e verifica.

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