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USA, il caldo mette sotto pressione le reti elettriche: sale il rischio di blackout

PJM attiva l’allerta di massima generazione per una rete che serve 67 milioni di persone; MISO prevede una domanda vicina al record e aumenta le riserve operative.

2 settembre 2026 · aggiornato alle 13:00 · Mondo / Stati Uniti / Energia · 3 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Illustrazione editoriale IA di una grande sottostazione elettrica statunitense sotto un’intensa ondata di caldo
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
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Il punto in tre dati
67 mlnle persone servite dalla rete PJM
152.038 MWil picco PJM atteso il 3 settembre
121 GWla domanda prevista da MISO

L’ondata di caldo che attraversa una vasta fascia degli Stati Uniti sta portando le principali reti elettriche regionali vicino ai livelli di massima attenzione. Il Dipartimento dell’Energia ha segnalato un rischio più elevato di interruzioni dal Midwest alla costa medio-atlantica, mentre temperature superiori ai 32 gradi sono previste nelle ore di punta a Chicago, Saint Louis e Washington. Il problema non è soltanto produrre abbastanza energia, ma trasportarla senza sovraccaricare linee e impianti.

PJM Interconnection, il maggiore operatore di rete del Paese, coordina il sistema che serve circa 67 milioni di persone in un territorio esteso da Washington a Chicago. Per oggi ha attivato una Maximum Generation Alert insieme a un avviso di gestione del carico. La domanda prevista è di circa 147.840 megawatt il 2 settembre e 152.038 il giorno successivo, quando l’allerta per caldo e umidità resterà in vigore.

Una Maximum Generation Alert non significa che i blackout siano già iniziati e non richiede automaticamente azioni ai cittadini. È un messaggio operativo rivolto a produttori e gestori della trasmissione: gli impianti in manutenzione devono comunicare quanto rapidamente possono rientrare, le attività rinviabili vengono sospese e i sistemi confinanti sono avvertiti che le esportazioni di elettricità potrebbero essere ridotte. Ogni megawatt disponibile viene così portato più vicino alla linea di esercizio.

Il Dipartimento dell’Energia ha autorizzato PJM a utilizzare, come ultima risorsa, generatori di emergenza presso grandi consumatori prima di arrivare a un’allerta energetica di livello 3. Quel livello precede le misure più dure, compresi i distacchi programmati a rotazione. Le risorse di riserva possono includere generatori ausiliari, batterie e impianti presenti nei data center o nei grandi siti industriali, riducendo temporaneamente il prelievo dalla rete generale.

Nell’area gestita da MISO, che copre quindici Stati del Midwest e del Sud, la domanda dovrebbe raggiungere circa 121 gigawatt, non lontano dal record storico di 127,1. L’operatore ha aumentato la quantità di riserva da tenere pronta contro guasti improvvisi delle centrali o congestioni sulle linee. Nel Missouri rurale la cooperativa Howell-Oregon ha invitato gli utenti a scollegare apparecchi inutilizzati e ad alzare moderatamente i termostati per ridurre il carico dell’aria condizionata.

Il bilanciamento elettrico deve avvenire in tempo reale: produzione e consumo devono quasi coincidere in ogni istante, perché la rete non immagazzina direttamente grandi quantità di energia. Quando milioni di climatizzatori si accendono nelle stesse ore, gli operatori aumentano la generazione, importano elettricità dalle aree vicine e attivano programmi di demand response, che remunerano aziende e clienti disponibili a ridurre temporaneamente i consumi. Se una linea si satura, l’energia disponibile altrove potrebbe non riuscire a raggiungere il punto che ne ha bisogno.

La valutazione estiva dell’affidabilità citata dal governo federale stimava per PJM un margine di riserva ordinario del 26%, ma indicava una possibile discesa al 3,8% in uno scenario con domanda superiore alle attese, guasti e riduzione della capacità durante condizioni estreme. Il margine non è energia sprecata: è l’assicurazione tecnica che permette di assorbire l’uscita improvvisa di una centrale, un incendio su una linea o un errore nelle previsioni meteorologiche.

Le prossime ore diranno se le misure preventive saranno sufficienti. L’assenza di blackout non renderebbe l’allarme eccessivo: significherebbe che manutenzioni rinviate, riserve aggiuntive, generatori di emergenza e riduzione volontaria della domanda hanno mantenuto il sistema dentro i limiti. Gli operatori seguiranno soprattutto il picco del 3 settembre, l’effettiva disponibilità delle centrali e la capacità delle linee di trasferire energia tra le zone più calde.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 2 settembre 2026, ore 13:00 italiane.