Gaza · Missione internazionale

Uganda, il Parlamento approva l’invio di truppe nella forza internazionale per Gaza

Kampala ha dato il primo assenso pubblico a una partecipazione militare alla futura forza di stabilizzazione. Restano aperte domande sul mandato, sui rischi e sull’effettiva attuazione del piano.

6 agosto 2026 · Aggiornato alle 22:25 · Gaza · Missione internazionale · 5 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

La missione in numeri
20.000Dimensione prevista della forza
2 PaesiUganda e Marocco hanno offerto truppe
1 mandatoStabilizzazione dopo il ritiro israeliano

Il Parlamento dell’Uganda ha approvato una mozione governativa per l’invio di truppe a Gaza nell’ambito di una futura forza internazionale di stabilizzazione. È il primo impegno pubblico di Kampala verso il progetto promosso dal Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump. Il Marocco aveva già indicato la disponibilità a contribuire con propri militari.

La missione dovrebbe essere guidata dal maggior generale statunitense Jasper Jeffers e, secondo il piano presentato nei mesi scorsi, potrebbe arrivare a circa 20.000 effettivi. Il suo compito sarebbe garantire la sicurezza durante una fase successiva al ritiro graduale delle forze israeliane, sostenere la stabilizzazione del territorio e creare condizioni per la ricostruzione. Mandato, regole d’ingaggio, catena di comando e finanziamento restano però elementi essenziali ancora da definire in modo pubblico e definitivo.

Alcuni parlamentari ugandesi hanno chiesto perché il Paese debba assumersi un rischio così elevato e quale posizione concreta avrebbero i soldati sul terreno. L’Uganda fa parte dell’Organizzazione della cooperazione islamica e una missione a Gaza potrebbe produrre conseguenze diplomatiche interne e regionali. Le critiche riguardano anche l’eventualità di accordi politici o economici collegati alla partecipazione, ipotesi per la quale non sono state presentate prove pubbliche.

Il governo ha difeso la scelta richiamando l’esperienza maturata dalle forze ugandesi nelle operazioni di pace, soprattutto in Somalia. Kampala dispone di reparti abituati a missioni internazionali e a contesti ad alto rischio. Gaza, tuttavia, presenta caratteristiche differenti: densità urbana, distruzione estesa, presenza di gruppi armati, sensibilità religiosa e forte contestazione internazionale.

La missione dipende dall’attuazione di un accordo più ampio che prevede il disarmo di Hamas, il ritiro israeliano e la cessazione delle attività militari. Israele ha espresso preoccupazioni di sicurezza sul testo, mentre sul terreno sono continuati attacchi e vittime anche dopo il cessate il fuoco raggiunto nell’ottobre precedente. Senza un consenso operativo tra le parti, una forza internazionale rischierebbe di trovarsi esposta senza un mandato sufficientemente condiviso.

L’approvazione parlamentare prepara il contributo ugandese, ma l’invio effettivo dipenderà da un mandato internazionale definito, dal coordinamento con gli altri Paesi e dalle condizioni di sicurezza a Gaza. Le regole d’ingaggio saranno il passaggio più delicato.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo, elaborato sulla base delle fonti indicate e aggiornato al momento della pubblicazione.

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