I prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati del 4,7% nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli affitti sono saliti del 3%. In Italia il governo valuta un intervento nella prossima manovra per facilitare l’accesso alla casa dei giovani, ma non è stato ancora definito un provvedimento.
I dati pubblicati da Eurostat il 1° ottobre mostrano che l’aumento non riguarda soltanto il confronto annuale. Rispetto ai primi tre mesi del 2026, i prezzi di acquisto sono cresciuti dell’1,2% nell’UE e i canoni dello 0,7%.
Il dato europeo è una media e non descrive allo stesso modo tutti i mercati nazionali. Nel confronto tra il secondo trimestre 2026 e la media del 2025, gli incrementi più elevati dei prezzi delle case sono stati registrati in Bulgaria, Portogallo e Lituania. Per gli affitti, gli aumenti maggiori hanno riguardato Romania, Croazia e Slovenia.
Secondo la ricostruzione dell’ANSA, nel cantiere della legge di bilancio italiana si ragiona su strumenti rivolti alle fasce più giovani sia per l’acquisto sia per la locazione. L’ipotesi resta però nella fase politica: platea, requisiti, durata e coperture dovranno essere indicati in un testo ufficiale prima di poter parlare di un nuovo bonus o di un’agevolazione certa.
Il tema si inserisce in una strategia abitativa già avviata. A settembre Governo e Regioni hanno concordato di destinare oltre un miliardo di euro aggiuntivo dei programmi europei regionali all’accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili; il Dipartimento per le politiche di coesione quantifica in circa 3,1 miliardi l’insieme delle risorse considerate per l’housing.
Per chi cerca casa, il punto pratico è distinguere i dati di mercato dalle misure pubbliche. Il +4,7% misura la variazione media dei prezzi nell’UE, non l’aumento di ogni singolo immobile italiano; allo stesso modo, una misura discussa in manovra non produce effetti finché non viene approvata e resa operativa.
I prossimi passaggi saranno la definizione del disegno di legge di bilancio e la pubblicazione di eventuali norme attuative. Solo allora sarà possibile verificare chi potrà accedere agli aiuti, per quali contratti o acquisti e con quali limiti di reddito o età.
